E’ amore?

Non so che cosa sia, ma è tanto bello,
trasognare sulle tue parole,
come sulle nuvole accese dal tramonto,
si introvede il barlume delle stelle.

Non so che cosa sia, ma è dolce,
il tuo sguardo quando mi cerca,
come il raggio di sole che brilla,
nonostante fosse vicina la sera.

Non so che cosa sia, ma sento che
la vita è diventata di nuovo più bella,
le tue parole che mi accarezzano il cuore
come la seta, come il vento di primavera.

Non so che cosa sia, ma è tanto bello,
un dolore dolce, che non mi dispiace,
se è stupido, se è sbagliato, che sia,
se è amore, scusami tanto.

GYULA JUHÁSZ

Published in: on febbraio 11, 2018 at 07:36  Comments (2)  

Moreno

La chiamava Mozart
Per i capelli che portava
Voluminosi con un codino
E forse anche perchè
Amava la musica
Le diceva che lei doveva
Fare la psicologa
Lei non capiva e lui diceva
Perchè capisci la gente
Viveva nel borgo di sasso
Se ne stava sempre in casa
Con l’aria mesta e rassegnata
E a chi glie ne chiedeva il motivo
Lui sempre diceva un po’ ridendo
Aspetto la morte
Strano per uno di vent’anni

Poi conobbe l’amore
Com’è bella
Mi diceva sempre di lei
Era bellissima com’è l’amore
Bionda occhi verdi attiva
Ti travolgeva nelle sue cose
La mia amica dall’infanzia
Per un po’ con lei fu felice
Poi come spesso accade
Finì

Non lo vidi più
Per lungo  tempo
Si era trasferito di casa
Dai parenti in Toscana
Mi venne voglia di sentirlo
Ma non rispondeva mai
Un giorno la sorella
Mi disse al telefono
Moreno non c’è
Ma come… Non c’è mai
Non mi risponde
Ce l’ha con me forse
Gli ho fatto qualcosa
Senza accorgermi
No tranquilla
Non ce l’ha con te
Solo non può rispondere
Ed era molto gentile

Rimase un mistero
Questo suo non volermi parlare
Poi lo venni a sapere
La morte era arrivata a prenderlo
Moreno
Non è giusto
Eri tanto buono
Con tanti stronzi che ci sono sulla terra

Moreno mi senti
Ci volevamo bene
Dove sei ora
Nelle stelle
Nella terra
Nel pulviscolo dell’universo
Nell’acqua quando piove
Ti voglio sempre bene
Ciao Moreno
Sono Mozart

azzurrabianca

Published in: on febbraio 11, 2018 at 07:27  Comments (3)  

Un giorno

Strane sensazioni

scende in me musica muta

mutevole di dolci note

incarna foglie e fiori

quiete mistero nel cielo di latte

dove ricamo sogni proibiti

Sarò un giorno spazio

che riempie i miei occhi

infiniti orizzonti incolmabili

di desideri mai detti

Allora ti rivedrò

con le braccia aperte

Verrò da te mi guarderai

mi terrai ancora stretta

per non lasciarmi più

 

Giuliana Angeli

Published in: on febbraio 11, 2018 at 07:25  Comments (8)  

A lungo andare

A lungo andare il campo di sentieri

è diventato impervio,

ora sono cambiate le stagioni.

Vago ancora nel mare di pensieri

tratteggiati di foglie secche e spine,

il cuore fa la parte di nocchiero

con la ruota a caviglie

in mezzo al vento

e le vele spiegate

tra gli scogli

traccia la rotta sulle illusioni

dove tende la barra del timone.

Un qualche fiore bello mi conduce

sbocciato nel giardino di parole,

passa attraverso isole di baci

per sogni che si accendono la notte.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 11, 2018 at 07:24  Comments (4)