Ascoltando il silenzio

Ti svegli un mattino e t’accorgi ch’è finita l’estate,
però ancora cerchi il calore smarrito,
ti senti uomo con membra avvizzite,
la stanchezza del giorno t’attende.
Il colore del mondo ha cambiato il suo fascino,
le giornate più corte silenziosamente
avanzano, come guardinghe.

Il sole ormai trascorre il suo tempo
arrossando le spiagge, toglie il gusto
del nuoto solingo.
Tutto il mondo rispetta il mutare,
anche gli alberi soffrono la nuova luce.
Un silenzio lontano che prendeva la via del cuore,
ora tace, improvvisamente sfiorito.

Dalla vuota finestra, ascoltando il silenzio,
mi accosto attendendo un nuovo sussulto, di vita,
di gioia. Vedo solo colline, alberi che ingialliscono,
il fiume che passa mi canta felice, l’acqua muove
veloce verso il mare, limpida come l’anima di un bimbo.

Io stracciata la veste notturna, l’inquietudine
mi afferra le membra, solo lei
mi può dare certezza di un amore pulito.
La mia donna, capelli disciolti mi attende con
Il corpo proteso al’incontro, ed allora
l’incanto si avvera, ci sarà qualcuno sul letto
abbracciato ad una donna.
Dalla buia finestra, uscirà un gemito forte,
facendo vibrare il silenzio.

Marcello Plavier

Published in: on febbraio 12, 2018 at 07:42  Comments (3)  

La scelta

Fu per viltà, o per nostalgia.
Di fronte avevo un domani,
vecchie strade fedeli
o giovani nuovi sentieri;
polsi che seminano conferme
in terra antica e feconda
o bianche mani cantastorie
che intrecciano trame di sogno.
C’era il caldo di un fuoco acceso
o il brivido di una notte da ladri,
c’era la chiave della mia fortezza
oppure quella di un chiuso mistero.
Quando mi chiesero
– tu cosa scegli?-
fu nostalgia, o forse viltà:
tra quello che è stato
e ciò che poteva e non fu,
non deridetemi, ho scelto poesia.

Fabio Sangiorgio

Published in: on febbraio 12, 2018 at 07:22  Comments (4)  

Ancora insieme

Partisti

quando frequentavo

la quarta elementare

ed era … gennaio.

Al cimitero

il cielo sbiancò

sul tuo viso di cera

il freddo

ebbe un fremito di gigli

e la terra

si fece calda coperta.

Deposi

la tua cara immagine

nel cuore

per sentirti sempre

vivo

ad ogni passo … fratello.

 

Graziella Cappelli

Published in: on febbraio 12, 2018 at 07:21  Comments (16)  

In dubio pro reo

Esta tarde releo mis palabras

para ultimar su acento y ofrecerlas

a un oscuro editor. Y al repasar

sus sílabas exactas y traidoras

me tienta el desaliento y la pereza.

¿Dónde ocultan la vida que guardé

en su desván de sombras, dónde esconden

esa pasión que me obligó a trazarlas?

No hallo en ellas respuesta, y en su espejo

sólo descubro el rostro de un extraño.

No hay luz en mis palabras, y a mis ojos

carecen de belleza. ¿Por qué entonces

obstinarse en su engaño, y para qué

ofrecerlas ahora a los demás?

¿Quizá con la esperanza

de ese lector futuro que imaginó Cernuda?

Es hermoso su sueño, y el poema

es también muy hermoso, pero yo me pregunto,

descreído, si puede mi lectura,

con su fervor de hoy,

entregarle a aquel hombre una dicha

que escribió no sentir; si yo mereceré

ese incierto lector; y de qué extraña forma

los versos y la vida que sentimos frustrados

sabrán cumplirse un día en los ojos de otros.

 

§

Questa sera rileggo le mie parole
per rifinire il loro tono e offrirle
a un oscuro editore. E rivedendo
le loro sillabe esatte e traditrici
mi tentano lo sconforto e l’accidia.
Dove nascondono la vita che serbavo
nel loro solaio di ombre, dove celano
la passione che mi obbligò a tracciarle?
Non trovo risposta, e nel loro specchio
scopro soltanto il volto di uno sconosciuto.
Non c’è luce nelle mie parole, ai miei occhi
mancano di bellezza. Perché allora
persistere nella loro illusione, e perché
offrirle ora agli altri?
Forse nella speranza
del lettore futuro che immaginò Cernuda?
È bello il suo sogno, e la poesia
è molto bella, ma io mi domando,
disilluso, se può la mia lettura,
con il suo fervore odierno,
dare a quell’uomo la felicità
che scrisse di non provare; se meriterò
questo incerto lettore; e in che strana maniera
i versi e la vita che sentiamo frustrati
sapranno compiersi un giorno negli occhi di un altro.

VICENTE GALLEGO

Published in: on febbraio 12, 2018 at 06:56  Comments (4)