Lo specchio

Lo specchio riflette un’immagine,
trucco pesante, vesti succinte,
tacchi altissimi

La guardi continuamente
e stenti a riconoscere
quella che sembra un’estranea,
ma sai essere tu.

Ignobili persone
ti hanno strappato ogni sogno
con false promesse,
ricatti e abusi.

Non hai bambole per giocare,
solo mani luride e oscene
che ti usano come oggetto
per il loro piacere

Ma è così che ti vogliono,
anche se sanno che quell’immagine
nasconde un viso
e un corpo di bambina.

Sei la loro bambola,
che non ha più anima…

Patrizia Mezzogori

Published in: on febbraio 17, 2018 at 07:49  Comments (4)  

Ci si mette dentro

Ci si mette dentro
senza luce né pane.
Oltre la porta
il ghigno della guardia.
E noi sudati con le chiavi
nelle tasche vuote.
Addossati a un muro sordo.

Simone Magli

Published in: on febbraio 17, 2018 at 07:03  Comments (5)  

Nebbie e piogge

BRUMES ET PLUIES

Ô fins d’automne, hivers, printemps trempés de boue,
Endormeuses saisons! je vous aime et vous loue
D’envelopper ainsi mon coeur et mon cerveau
D’un linceul vaporeux et d’un vague tombeau.

Dans cette grande plaine où l’autan froid se joue,
Où par les longues nuits la girouette s’enroue,
Mon âme mieux qu’au temps du tiède renouveau
Ouvrira largement ses ailes de corbeau.

Rien n’est plus doux au cœur plein de choses funèbres,
Et sur qui dès longtemps descendent les frimas,
Ô blafardes saisons, reines de nos climats,

Que l’aspect permanent de vos pâles ténèbres,
— Si ce n’est, par un soir sans lune, deux à deux,
D’endormir la douleur sur un lit hasardeux.

§

Fini d’autunno, inverni, primavere
inzuppate di fango, voi stagioni
accidiose ! Io vi amo e vi son grato,
chè in un sudario vaporoso il cuore
involgete e il cervello in vaga tomba.
In questa larga piana dove scherza
il freddo vento e dove roca stride
la banderuola nelle notti lunghe,
la mia anima più che al tempo della
tiepida primavera aprirà larghe
l’ali di corvo. Nulla ora è più dolce
al cuore colmo di presenze funebri,
su cui da tempo scendono le brine,
quanto il perenne aspetto delle pallide
vostre tenebre, voi stagioni scialbe
dei nostri climi regine; ma dolce
più ancora, in una sera senza luna,
sopra un giaciglio offertoci dal caso,
questo dolore, uniti, addormentare.

CHARLES BAUDELAIRE

Published in: on febbraio 17, 2018 at 06:57  Comments (3)  

E’ di trent’anni

È di trent’ anni,
il viaggio
che ho fatto sino a te
È da trent’ anni che ti cerco
tra mille volti
sconosciuti
e
vedo un uomo
che conosco già
e da sempre ho amato
ed amo…
senza sfiorar le sue labbra,
perdermi nei suoi sguardi,
per ritrovarmi,
nei suoi pensieri, le sue mani
attravversarmi
l’anima.
Ignara
dello scorrevere convulso
degli anni
che s’affacciano timidi
nei davanzali fioriti
del futuro
bramando, il rumore,
che hann’ imparato a memoria,
dei tuoi passi,
il tuo arrivo…
E ‘da trent’anni
che t’attendo,
in irrefrenabile sognare
ed è una vita,
vissuta in meno,
di trent’anni
che solo tu, potrai…
e
saprai colmare.

Anileda Xeka

Published in: on febbraio 17, 2018 at 06:56  Comments (2)