Allegria!

Ma quant’è allegro il popolo italiano!

Del suo passato un dì volle scordarsi,

così si scelse quel buffone nano

per grasse e gran risate di poi farsi.

 

Ma giunse al suo traguardo il caimano

e triste l’orizzonte andava a farsi.

Allor volle l’italico, ch’è strano,

giullare nuovo per non annoiarsi.

 

Cercò persin nei circhi quello giusto,

quello che certo avrebbe garantito

d’uno spettacol buffo il bel programma

 

e alfine lo trovò e avrà gran gusto

di un comico arruffon provare il dito,

ignaro ancor di viver altro dramma.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 19, 2018 at 07:44  Comments (9)  

Fiori segreti

SECRET FLOWERS

Is love a light for me? A steady light,
A lamp within whose pallid pool I dream
Over old love-books? Or is it a gleam,
A lantern coming towards me from afar
Down a dark mountain? Is my love a star?
Ah me!- so high above so coldly bright!
The fire dances. Is my love a fire
Leaping down the twilight muddy and bold?
Nay, I’d be frightened of him. I’m too cold
For quick and eager loving. There’s a gold
Sheen on these flower petals as they fold
More truly mine, more like to my desire.
The flower petals fold. They are by the sun
Forgotten. In a shadowy wood they grow
Where the dark trees keep up a to-and-fro
Shadowy waving. Who will watch them shine
When I have dreamed my dream? Ah, darling mine,
Find them, gather them for me one by one.

§

È per me luce l’amore? Una luce tranquilla,
una lampada nel cui pallido cerchio io possa sognare
su vecchi libri d’amore? O è il suo splendore
un lume che vien verso me da lontano,
giù da una buia montagna? È il mio amore una stella?
Ahimè, così alta e remota, così freddamente lucente!

Il fuoco danza. È il mio amore una fiamma
che rossa e ardita passi attraverso il crepuscolo?
No, mi farebbe paura. Io son troppo fredda
per amare con impeto e furia. Una patina d’oro
brilla su questi petali che mollemente s’incurvano,
più veramente mia, più affine al mio desiderio.

S’incurvano i petali. Sono dal sole
dimenticati. Crescono nell’ombra d’un bosco
dove i cupi alberi vanno movendosi in folto
ondeggiamento. Chi li guarderà splendere
quand’io abbia tutto sognato il mio sogno? Ah, caro,
trovali, coglili ad uno ad uno per me.

KATHERINE MANSFIELD

Published in: on febbraio 19, 2018 at 07:09  Comments (1)  

Tovaglia a quadri

Mi sono offuscato di luce riflessa
dentro le pietre dagli squarci di luna
con l’ossidiana a fare da sfondo.

Ma è sempre il pane che morde la tavola
con la tovaglia a quadri di storie
là tra i vicoli che aspettano fuori.

Vicoli al sole, vicoli scuri,
con gli scalini che stanno a sentire
il vociare dei passi dall’alba alla sera.

Sale il canto dal fiume
di braccia bianche prone a lavare
cercando nel canto la libertà.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 19, 2018 at 07:08  Comments (3)  

Re di una lingua smarrita

Assaporai, come fosse acqua lustrale

Parole bibliche, suggeritemi da colui

Che di Dio è fratello e figlio.

Invano cercai di ritrovare,

nella mia vita, almeno di Salomone

un cantico riflesso.

In quei versi, chi può riconoscersi?

Quelli che amammo no, l’ora declina

E già non siamo, sillabe perdute

Se, Lassù, non le ascoltano le stelle.

Né lo potrà lui, Re di una lingua smarrita.

Eppur emerge, tra passato e presente,

un’assonanza, e il tempo si fonde.

In questa bruma d’ombre, in cui annaspo

Ora a me stessa domando

Se il suo sangue sia rosso.

Un tempo, quando vissi d’istinto

Chiamai colui per il quale ebbe un senso

L’Uomo, e ora, distratta a una luna enorme,

il Cantico dei Cantici mi confonde.

 

Danila Oppio

Published in: on febbraio 19, 2018 at 07:07  Comments (5)