Amore virtuale

La sera allatta piccoli pensieri

che diventano grandi sul cuscino,

la tua voce invisibile traspare

di cui non posso percepire il tono,

Vorrei trovare impressa per magia

tutta la melodia dei tuoi pensieri

della luce degli occhi, del sorriso

dei lineamenti della pelle nuda

per poterti toccare, mi domando

se può essere certo un sentimento

che va da una tastiera dritto al cuore…

Ma forse il cuore ha un senso

che elegge la sostanza delle fonti

e conduce rintocchi sulla pelle

di una immagine muta accesa e dolce

che nasce da orizzonti

e più lontano.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 20, 2018 at 07:28  Comments (6)  

Risveglio

Giaccio fra l’erbe
sulla schiena del monte, e beve il sole
il mio corpo che il vento m’accarezza,
e sfiorano il mio capo i fiori e l’erbe
ch’agita il vento
e lo sciame rombante degl’insetti.

Delle rondini il volo affaccendato
segna di curve rotte il cielo azzurro,
e trae nell’alto vasti cerchi il largo
volo de’ falchi…

Vita?! Vita?! Qui l’erbe, qui la terra,
qui il vento, qui gli uccelli, qui gl’insetti,
e pur fra questi sente vede gode,
sta sotto il vento a farsi vellicare,
sta sotto il sole a suggere il calore,
sta sotto il cielo sulla buona terra
questo ch’io chiamo io, ma ch’io non sono.

No, non son questo corpo, queste membra
prostrate qui fra l’erbe sulla terra,
piu ch’io non sia gl’insetti o l’erbe o i fiori,
o i falchi su nell’aria o il vento o il sole.
Io son solo, lontano, io son diverso.

Altro sole, altro vento, e più superbo
volo per altri cieli, è la mia vita….
Ma ora qui che aspetto? e la mia vita
perchè non vive, perchè non avviene?

Che è questa luce, che è questo calore,
questo ronzar confuso, questa terra,
questo cielo che incombe? M’è straniero
l’aspetto d’ogni cosa, m’è nemica
questa natura! Basta! voglio uscire
da questa trama d’incubi! la vita!
la mia vita! il mio sole!

Ma pel cielo
montan le nubi su dall’orizzonte,
già lambiscono il sole, già alla terra
invidiano la luce ed il calore.
Un brivido percorre la natura,
e rigido mi corre per le membra
al soffiare del vento… Ma che faccio
schiacciato sulla terra qui fra l’erbe?

Ora mi levo, chè ora ho un fine certo,
ora ho freddo, ora ho fame, ora m’affretto,
ora so la mia vita
– chè la stessa ignoranza m’è sapere.
La natura inimica ora m’è cara
che mi darà riparo e nutrimento
– ora vado a ronzar come gl’insetti.

CARLO RAIMONDO MICHELSTAEDTER

Published in: on febbraio 20, 2018 at 07:21  Comments (1)  

La nuova via Marina

Che tristezza,
che tristezza amore mio,
ti rivedo col tuo sole risplendente,
coi viali verdeggianti,
con i fiori nelle aiuole rinnovate,
con le palme e gli oleandri rigogliosi,
con la gente che passeggia come un tempo,
con gli amici che viaggiano a braccetto
o riposano seduti a una panchina
discorrendo degli affari d’ogni giorno.
Che tristezza a star lontano
e che gioia pulsa in cuore
rivedendo questa via, tutta quanta ricostruita,
coi lampioni illuminati, che accarezzano la notte,
appoggiati alla ringhiera
che non è stata cambiata ma soltanto rinnovata
ed il mar che rumoreggia e biancheggia sopra i sassi.
Che tristezza, o mia città,
a fissare il tuo via vai sulla nuova Via Marina,
con le auto colorate che mi sembrano sfrecciare
e la gente sorridente che felice vedo e sento
rumorosamente andare.
Sullo schermo t’ho fissata,
amor mio non t’ho scordata;
mi sembra anzi di sognare
e mi sento riabbracciare
da un amico che ho lasciato,
che a un tratto m’è riapparso
e felice m’ha chiamato.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on febbraio 20, 2018 at 07:13  Comments (3)  

Dal letto al divano

Dal letto al divano
Dal divano al letto
Guardo il soffitto
Il lampadario incombente
Che vorrei togliere
Le lacrime mi scendono
E quella solita solitudine
Che conosco da sempre
Il baratro dentro
Il vuoto attorno
Dal letto al divano
Senza nessuno
Che mi chieda
Hai bisogno
Non capisco
Se ho sbagliato io
O s’è sbagliato il mondo
Non era quello che volevo
Questo non mi pare di averlo
Progettato e costruito
È il prezzo da pagare dicono
Il prezzo di che?
Paghi sempre tutto
Se mi guardo dall’esterno
Mi faccio troppa pena
Altrimenti è solo un momento
E passerà come le altre volte
Ci sono solo immersa adesso
In un mondo che dà addosso
Ai più deboli
È il tuo brutto carattere mi dicono
Quando ho paura aggredisco
Quando mi spavento perdo la testa
E loro non lo capiscono

azzurrabianca

Published in: on febbraio 20, 2018 at 07:00  Comments (3)