Notte

Campana a martello

nella notte

assoluta.

Scende l’inverno

sui rossi papaveri

ancor

stretti sul petto.

Per campi nudi

vaga

un gemito struggente

d’animale ferito …

 

Graziella Cappelli

Published in: on febbraio 21, 2018 at 07:24  Comments (8)  

Vola la foglia

Dal platano che guarda sul giardino
stacca una foglia un refolo di vento
domando perché quella tra le tante
una voce dolce che viene lì dall’aria
par dirmi lì fissando forte posto avevi
i cattivi tuoi pensieri che con me ora
son volati via così prima di morire
fare volevo un atto mio per te d’amore

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 21, 2018 at 07:22  Comments (3)  

Farfalla…senza voli

A Lisa

Farfalla in volo
libera padrona dell’aria
bella più dei fiori
-senza nemmen saperlo –
come fiore t’ho colta
e il volteggiar stringevo
carico di vita
e di sole ricco
più dei grappoli maturi d’ottobre.
E solo chiedevi
con silenziosa preghiera:
proteggimi le ali
e tra queste mani io resterò.

E tra le mie mani
pur fredde
e indebolite, a volte
diverse vite hai conosciuto
e amato.
Sei rimasta.
E pure a stretta allentata
non sei volata mai,
e ancora
pur se per poche carezze
rimani…
E ancor ti stringo
né mai di farlo ho smesso.

Armando Bettozzi

Published in: on febbraio 21, 2018 at 07:20  Comments (1)  

L’ospizio

EL HOSPICIO

Es el hospicio, el viejo hospicio provinciano,
el caserón ruinoso de ennegrecidas tejas
en donde los vencejos anidan en verano
y graznan en las noches de invierno las cornejas.
Con su frontón al Norte, entre los dos torreones
de antigua fortaleza, el sórdido edificio
de grietados muros y sucios paredones,
es un rincón de sombra eterna. ¡El viejo hospicio!
Mientras el sol de enero su débil luz envía,
su triste luz velada sobre los campos yermos,
a un ventanuco asoman, al declinar el día,
algunos rostros pálidos, atónitos y enfermos,
a contemplar los montes azules de la sierra;
o, de los cielos blancos, como sobre una fosa,
caer la blanca nieve sobre la fría tierra,
¡sobre la tierra fría la nieve silenciosa!…
.
§
.
E’ l’ospizio, l’antico ospizio provinciale,
caseggiato in rovina di tegole annerite
dove fanno il nido i rondoni in estate
e gracchiano cornacchie in inverno di notte.
Con il frontone al Nord, in mezzo a due torrioni
di una fortezza antica, il sordido edificio
di muri screpolati e sudicie muraglie,
è angolo d’ombra eterna. Quell’antico ospizio!
Mentre invia opaca luce il sole di gennaio,
triste luce velata sopra i deserti campi,
ad una finestruccia, al calare del giorno,
spuntavano volti pallidi, attoniti e malati,
a scrutar le montagne azzurre della sierra,
o, dai cieli candidi, come sopra la terra fredda,
cader la bianca neve sopra la terra fredda,
sopra la terra fredda la neve silenziosa!….
.
ANTONIO MACHADO Y RUIZ
Published in: on febbraio 21, 2018 at 07:15  Comments (1)