Alle Parche

AN DIE PARZEN

Nur Einen Sommer gönnt, ihr Gewaltigen!
Und einen Herbst zu reifem Gesänge mir,
Daß williger mein Herz, vom süßen
Spiele gesättiget, dann mir sterbe.

Die Seele, der im Leben ihr göttlich Recht
Nicht ward, sie ruht auch drunten im Orkus nicht;
Doch ist mir einst das Heil’ge, das am
Herzen mir liegt, das Gedicht gelungen,

Willkommen dann, o Stille der Schatten weit!
Zufrieden bin ich, wenn auch mein Saitenspiel
Mich nicht hinab geleitet; Einmal
Lebt ich, wie Götter, und mehr bedarfs nicht.

§

Solo una estate, Onnipotenti, datemi
ed un autunno a maturarmi il canto;
cosí che, sazio di quel dolce giuoco,
piú volentieri mi si fermi il cuore!

L’anima, a cui negò la vita in dono
il suo santo diritto, non ha pace
neppur laggiú nell’Erebo profondo…

Ma se raggiunger mi sia dato un giorno
te, che a cuor mi stai nel mondo sola,
divina Poesia, —  ben venga allora
il silenzio dell’ombra sempiterna!

Pago sarò, se pur non mi accompagni
il suono di mie corde… Un solo istante,
vissuto in terra avrò come gli Dei…
Ed altro io piú non chiedo al mio destino.

FRIEDRICH HÖLDERLIN

Published in: on febbraio 26, 2018 at 07:44  Comments (1)  

Preghiera

L’avevo chiesto alle stelle
vi prego, fate sempre luce per me,
ed invece in piena estate,
ecco una pioggia che cade.

L’avevo chiesto alle chiome degli alberi
continuate, vi prego, a fare ombra per me
ed invece in autunno
mi han tradito col vento.

L’avevo chiesto ai fiori
non appassite ma rallegratemi
ed invece han chinato il capo
e nell’imminenza dell’autunno
mi hanno lasciato.

L’avevo chiesto agli amici
vi prego, ho tanto bisogno di voi
ed invece mi hanno tradito
lasciandomi sola sulla nera terra.

Sandra Greggio

Published in: on febbraio 26, 2018 at 07:16  Comments (6)  

Vorrei un silenzio assoluto

per poter sentire
il grano crescere nei campi,
il lavoro nel legno dei tarli,
la prima goccia che cade
di un temporale estivo
perché è lì che ora sei.
Vorrei poter sentire il suono di un attimo
mentre mi passa sulla pelle,
il rumore del seme gettato
a fecondare la terra
perché è lì che ora sei,
ed in me cresci
e nel cuore mi batti
ed allora ti sento
e nel sentirti mi pento
di essere stata per così tanto tempo
con le spalle girate al mondo,
perché è nel mondo che sei,
nella vita che continua,
nella morte che non perdona nessuno,
ed essere uno tra tanti

è meglio di uno zero assoluto,
perché negli altri ora sei,
in mani che non stringerò
su labbra che non bacerò,
ma sento nel silenzio assoluto
che con le parole come per magia, m’invento.

Maria Attanasio

Published in: on febbraio 26, 2018 at 07:12  Comments (3)  

Spine

Ci sono parole che feriscono come spine acuminate

lasciando segni che sanguinano a lungo

 

Patrizia Mezzogori

Published in: on febbraio 26, 2018 at 06:51  Comments (1)