Quando ero follemente innamorata – qualche minuto fa –

Potrei dire che mi sento impazzire
che il cuore mi batte così tanto
intensamente tanto forte e rumoroso
da annullare ogni altra cosa
che ho paura che mi squarci
il petto per uscire lo so succederà
aumenta aumenta aumenta
e poi dove va? Deve rompere
l’involucro che lo contiene e sarà un
frantumare di ossa in schegge
di un biancore lunare e sarà
l’esplosione di nervi carne muscoli
arterie e vene cellule e molecole
paccottiglia che più non mi appartiene
osi fa questo mio corpo assente
non percepito dalla mente
trasparente e leggero come un velo
per dare spazio al movimento
rosso ritmico espansivo e poi
dove va… si perde nell’oscurità
nelle vastità del mondo e io
fantoccio senza più ossa nè sangue
come vivrò così fantasma trasparente
senza più vita presente
vagherò nel Castello dell’ego
trovandolo vuoto e senza arredi
ma ti voglio
nel marasma sconcertante
nel buio più assoluto e nella
luce accecante ti voglio
e tremo e più ti voglio più tremo
più tremo in questa esaltazione e più
sento che è la misura del desiderio
di vederti di abbracciarti di toccarti
o saranno gli argini degli occhi
sarà calore liquido dolceamaro
ruscelli di miele ambrato
del castagno che mi riporterà
con le mani a sentirmi il volto
a ritrovare le proporzioni dell’umano
tornare alla pelle al seno e al fianco
la tisana della sera che rassicura
il rito solitario del viaggio al sonno
sarà di nuovo un cuscino pieno di te
sarà il digiuno con la tazza colma

azzurrabianca

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Published in: on marzo 10, 2018 at 10:09  Comments (1)  

Erica arborea

Nuvola

in foglie aghiformi.

Profumo diffondi

dai calici rosa.

                 

Nel vento

dischiudi

tenui ombrellini

di Geisha.

 

Graziella Cappelli

Published in: on marzo 10, 2018 at 07:33  Comments (6)  

Comprata

Farfalla tremante nella penombra,
l’ho ritrovata
in ginocchio come un portico.

Lei prega un moscerino di sposarla

veloce scivola a letto
come un gatto di pelle che si ciba d’argento

io la rigiro,
abbasso la sua schiena delicatamente
accarezzo la sua follia di animale estinto
mi sento così uomo, così tanto uomo
da domandarle il suo nome.

E poi la lascio andare con le monete che le avevo dato.

Massimo Pastore

Published in: on marzo 10, 2018 at 06:59  Comments (1)  

Alla bellezza

O tu, cui dolce imperio
Su i cor natura diede,

Bionda beltà, cui servono
Tenero Amore e Fede,

De’ versi miei spontanei
Accetta ingenuo dono,
Se a te i miei versi piacciono
Anch’io poeta or sono.

D’un tuo sorriso roseo
Irraggia i canti miei,
Che i tuoi sorrisi beano
Fin su l’Olimpo i Dei.

Tu di leggiadra vergine
Splendi negli occhi vaghi,
Donde con dardi amabili
Soavemente impiaghi;

E tu sul labbro armonico,
O Dea, vi stai scolpita,
Che mentre accenti modula
A sospirare invita.

Ancelle tue ti sieguono
Le linde Grazie, e stanno
Tutte su un braccio latteo
Con cui tu tessi inganno:

Inganno tessi; e all’anima
D’un giovanetto amante
Rendi più dolce e tenero
Il vezzo più incostante.

Ma, o bionda Dea, se furono
A te miei spirti avvinti,
Se i miei versi cantarono
Da’ tuoi color dipinti;

Pietà d’un Vate: al misero
Gli arde fanciulla il seno;
Fa’ ch’ella sia più stabile,
O men vezzosa almeno.

Vola ne’ dì purpurei
Il garzoncel di Flora;
Vieni, ella dice, o Zefiro,
In braccio a chi t’adora;

Vieni… Ma sordo e celere
Ei fugge, e non l’ascolta;
Quando a lui piace è libero,
E la catena ha sciolta.

Ahi che pur scioglie il laccio
Questa tiranna mia;
Ama: ma impune fuggesi
D’amor s’ella il desia.

Lasso! ch’io pur desidero
Fuggir da’ lacci suoi,
Ma tu, beltade amabile,
Tu consentir non vuoi.

NICCOLO’ UGO FOSCOLO

Published in: on marzo 10, 2018 at 06:51  Comments (5)