…si ripete

all’inizio fu un gioco

ma il dolore

-dimenticato nell’indifferenza-

si risveglia con l’amore

-senza toppe-

obbligandomi a prenderlo sul serio

la sua calda voce

rompe il silenzio saturo di parole

e di prigioni senza sbarre

ape assetata

bevo il nettare

di tutti i fiori del verde

mi ubriaco di azzurro profondo

e non penso al tempo

fermatosi nella ritrovata gioia

lei non dice nulla

ride e continua a giocare

con irrequiete nubi

avverte che il minaccioso vento

per noi

porterà presto

l’acqua dell’addio

l’ombrello

il vecchio logoro ombrello

uscirà dal suo luogo di riposo

e vivrà un’altra storia

vuota di nostalgie?

 

Giovanni De Simone

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Published in: on marzo 17, 2018 at 07:37  Comments (5)  

Quegli sporchi quattrini

Lo specchio ormai s’è consunto,
l’immagine opaca riflette,
la nebbia l’annega, la stinge,
e forse va bene così,
che tu non possa guardarti
per dire se hai torto o ragione,
che tu non debba vedere
il poco decoro rimasto
su un viso
ormai fatto di pietra,
che più non vuole capire
se tu sei vivo o sei morto.
Che inganno la vita!
A torto o ragione
si tenta di chiudere in fretta
le porte del cuore.
I soldi, i sordi interessi,
le solite ciance sull’amore filiale,
sulle colpe inventate,
costruite,
per poter annegare e murare
la coscienza e le voci reali
che urlano dentro,
che affoghi con stracci e bavagli
perché danno noia alla mente,
perché opprimono il petto.
E tu ridi se vinci la posta,
come se stessi giocando
ad un banco del lotto.
E non ti accorgi che stai seppellendo l’affetto,
che stai rompendo quei ponti
che più non potrai nuovamente costruire.
Ma l’animo ormai è inaridito,
non sente i richiami del sangue,
ormai più non vede
che un pugno di sporchi quattrini,
che sono la cosa importante
per i quali si può anche morire,
per i quali si può buttare alle ortiche
finanche l’amore
e la stessa tua misera vita.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 17, 2018 at 07:21  Lascia un commento  

Solo?

Solo, in una notte orfana del tempo,
solo il fruscio dei più bei ricordi,
saprei pur sempre dedicar me stesso
e quanto ancor di me rimane, al mare.
Quante stelle chiamerei a raccolta…
per prime, quelle in cui spesso m’imbatto
al primo mio voltarmi in alto
quando quaggiù stanco è lo sguardo.

Solo, invischiato nelle lunghe ombre
delle colline inginocchiate a riva,
nulla avrei di che dividere con altri
se non, poi, il raccontar l’evento.
Solo, anche se a farmi compagnia
di onde e onde ci fosse il bacio,
di linea d’orizzonte la presenza
e di sirene ridestate il suono.

Quante cose potrei dire, solo…
a un lombrico in lotta con la sabbia,
a una barca che a salpar m’invita,
a un amore celato chissà dove.
Solo, in una notte orfana del tempo,
solo il fruscio di certi nuovi sogni,
saprei pur sempre dedicar me stesso,
e quanto ancor di me rimane, al mare.

Solo?

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 17, 2018 at 07:18  Lascia un commento  

Fuoco e ghiaccio

FIRE AND ICE

Some say the world will end in fire,
Some say in ice.
From what I’ve tasted of desire
I hold with those who favor fire.
But if it had to perish twice,
I think I know enough of hate
To say that for destruction ice
Is also great
And would suffice.
.
§
.

Alcuni dicono che il mondo finirà nel fuoco,
Alcuni dicono finirà nel ghiaccio.
Da quello che ho provato di desiderio
Approvo coloro che sono per il fuoco.
Ma se dovessi perire due volte,
Credo di conoscere abbastanza il male
Per ammettere che per la distruzione
Il ghiaccio è pure forte e sarebbe sufficiente.

ROBERT FROST
Published in: on marzo 17, 2018 at 06:54  Lascia un commento