La rosa dei venti

Le parole sono foglie
strappate dal vento di tramontana
prima che giunga scirocco
a guastare i sapori
col suo profumo di sangue.

A volte compare un signore
col monocolo vestito da ‘800.
Si chiama maestrale
e porta i valori dell’uomo bianco
in pergamene d’acciaio.

E poi c’è il grecale
coll’odore di steppa gelata
che t’aggrappa ai lampioni.

Ponente e levante
strappano sorrisi d’intesa
per la fine e l’inizio d’un giorno.

Il libeccio copre le spiagge
di palle di alghe
mentre l’ostro si nasconde
nel caldo di sèntine maleodoranti.

Ma la rosa dei venti non ha canini,
nei suoi petali rigidi
ci sono promesse non mantenute,
come il soffio delle stagioni
ormai in libertà.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 29, 2018 at 07:14  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. Non c’è niente da fare: le tue poesie “graffianti” sono le mie!
    Sandro

    • Si si concordo con Sandro!
      Grande poeta sei
      Tinti

  2. Le tue poesie sono proprio belle, Sai costruire stupende metafore.
    Auguri Buona Pasqua!
    Giuseppe

  3. Buona Pasqua a tutti!!!


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