Tra conchiglie

Si spezzano onde tra massi

ammucchiati

che chiamano gabbiani

a riposare.

Spruzzi più alti

in alto,

tra ali tese e bianche

sfiorano il cielo,

s’affacciano

ricadendo in acqua,

infrangono esseri vivi

con bocca aperta,

tra avide conchiglie dure.

Nel muschio dello scoglio

che non si stacca più,

s’adagiano cullate

spume arricciate dalla furia.

Onde,

che vorrei toccare nell’attimo

che bianche v’innalzate

in mille stille ricadendo

lente,

in una danza di merletto

e argento,

vorrei essere voi,

impalpabile spruzzo nello spazio

azzurro.

 

Giuliana Angeli

Published in: on aprile 13, 2018 at 07:38  Comments (3)  

Come sempre

Ho aperto la tenda alla luna
come fiamma ghiacciata
che non scalda la notte.

Strisce di lumaca senza casa
s’alternano argentate
a lingue di fuoco nascosto
nelle viscere del vulcano.

Il presepio è sempre là sulla collina
vigila sui sogni senza tempo
e sugli abiti sdruciti appesi alla parete.

Domani è un altro giorno,
come ieri, come sempre,
scorre il fiume in fondo alla valle.

Porta l’acqua al mare, porta in fondo la valle.

.
Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 13, 2018 at 07:28  Lascia un commento  

A Dalila

Occhi limpidi e puri sfiorano appena

l’altrui Anima, quando d’assonanze

sentono l’intimo vibrare d’amorosi

sentimenti: che in quegl’istanti il cuore

si dispone a donar all’altro totale

fiducia e incondizionata, che non

a indagar se ne sia di cotanta stima

degno l’oggetto e dell’amore in divenire.

Di spessa scorza era la sua

rivestita, e la tua mano così leggera,

da non poterne avvertire l’intima essenza:

oppure guidata malvagiamente laddove

l’intelletto cede al bisogno d’amore.

Rimarrà la bellezza di una cicatrice.

Non altro.

 

Carlo Baldi  (nonno Carlo)

Published in: on aprile 13, 2018 at 07:07  Lascia un commento  

Al cor gentil rempaira sempre amore

Al cor gentil rempaira sempre amore
come l’ausello in selva a la verdura;
né fe’ amor anti che gentil core,
né gentil core anti ch’amor, natura:
ch’adesso con’ fu ’l sole,
sì tosto lo splendore fu lucente,
né fu davanti ’l sole;
e prende amore in gentilezza loco
così propïamente
come calore in clarità di foco.

Foco d’amore in gentil cor s’aprende
come vertute in petra prezïosa,
che da la stella valor no i discende
anti che ’l sol la faccia gentil cosa;
poi che n’ha tratto fòre
per sua forza lo sol ciò che li è vile,
stella li dà valore:
così lo cor ch’è fatto da natura
asletto, pur, gentile,
donna a guisa di stella lo ’nnamora.

Amor per tal ragion sta ’n cor gentile
per qual lo foco in cima del doplero:
splendeli al su’ diletto, clar, sottile;
no li stari’ altra guisa, tant’è fero.
Così prava natura
recontra amor come fa l’aigua il foco
caldo, per la freddura.
Amore in gentil cor prende rivera
per suo consimel loco
com’ adamàs del ferro in la minera.

Fere lo sol lo fango tutto ’l giorno:
vile reman, né ’l sol perde calore;
dis’ omo alter: «Gentil per sclatta torno»;
lui semblo al fango, al sol gentil valore:
ché non dé dar om fé
che gentilezza sia fòr di coraggio
in degnità d’ere’
sed a vertute non ha gentil core,
com’ aigua porta raggio
e ’l ciel riten le stelle e lo splendore.

Splende ’n la ’ntelligenzïa del cielo
Deo crïator più che [’n] nostr’occhi ’l sole:
ella intende suo fattor oltra ’l cielo,
e ’l ciel volgiando, a Lui obedir tole;
e con’ segue, al primero,
del giusto Deo beato compimento,
così dar dovria, al vero,
la bella donna, poi che [’n] gli occhi splende
del suo gentil, talento
che mai di lei obedir non si disprende.

Donna, Deo mi dirà: «Che presomisti?»,
sïando l’alma mia a lui davanti.
«Lo ciel passasti e ’nfin a Me venisti
e desti in vano amor Me per semblanti:
ch’a Me conven le laude
e a la reina del regname degno,
per cui cessa onne fraude».
Dir Li porò: «Tenne d’angel sembianza
che fosse del Tuo regno;
non me fu fallo, s’in lei posi amanza».

GUIDO GUINIZELLI

Published in: on aprile 13, 2018 at 07:06  Comments (2)