La favola della luna

Nel tempo ch’era nuovo  il mondo ancora,
e che inesperta era la gente prima,
e non eran l’astuzie che sono ora;
a piè d’un alto monte, la cui cima
parea toccasse il cielo, un popol, quale
non so mostrar, vivea nella valle ima;
che più volte osservando la ineguale
luna, or con corna or senza, or piena or scema,
girar il cielo al corso naturale;
e credendo poter dalla suprema
parte del monte giungervi, e vederla
come si accresca e come in sé si prema;
chi con canestro, chi con sacco per la
montagna, cominciar correre in su,
ingordi tutti a gara di volerla.
Vedendo poi non esser giunti più
vicini a lei, cadeano a terra lassi,
bramando invan d’essere rimasti giù.
Quei ch’alti li vedean dai poggi bassi,
credendo che toccassero la luna,
dietro venian con frettolosi passi.
Questo monte è la ruota di Fortuna ,
nella cui cima il volgo ignaro pensa:
ch’ogni quIete sia, né ve n’è alcuna.

LUDOVICO ARIOSTO

Published in: on maggio 5, 2018 at 07:38  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Per L.A.,
    grazie e buona giornata Massimo!

    ggc

  2. W Max
    Tinti


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