Libri di foglie che volano

Questi budelli di acqua, terra molle
e rose le cui spine palpeggiano i confini.
Questi presagi di tempo e schiene rotte
di piccoli animali in boscaglie senza eguali.
Questa mia landa d’accessi un po’ musoni
di gente dai dialetti foresti, questi spazi
dove gettare il pensiero e farne uccello:
pignolo testa bassa sui solchi e sulle crepe.
Questi canali più stretti e tumefatti
libri di foglie che volano, incapaci
d’uccidere bellezza ed orgoglio. Questo tempo
che lento si è posato sull’erba, e sulla pelle
facendone una stola di mandorli. Il mio tempo
tra queste mura e i baci di babbo, i pianti zitti
di mamma mentre legge i suoi conti.
Questo legno, che zuppo di brinate mi scheggia il cuore
e il canto. Questa mielosa cagnara del mattino
che chiude imposte e tace le sveglie.
Eccomi dunque, salute cose amate
miei cari tutti e vita più agile
io vado, ad occhi aperti incontro alla luce
quella accesa, il giorno che dall’utero donna venni al mondo
lasciando il guscio d’uovo e conchiglia in un ospizio
in metri due di sabbia e acqua cupa.
Questa è l’ora; sento gridare giù in strada le monete
la gioventù risorta e immortale. A loro il vanto
e l’onere di erigere case, ed alberate
violini per il mare profondo, voli e salti.
Per tutte le creature che vivono, sia bene!

Massimo Botturi

Published in: on maggio 6, 2018 at 07:42  Comments (3)  

Elogio degli amori ancillari

I.

Allor che viene con novelle sue,
ghermir mi piace l’agile fantesca
che secretaria antica è fra noi due.

M’accende il riso della bocca fresca,
l’attesa vana, il motto arguto, l’ora,
e il profumo d’istoria boccaccesca…

Ella m’irride, si dibatte, implora,
invoca il nome della sua padrona:
«Ah! Che vergogna! Povera Signora!

Ah! Povera Signora!…» E s’abbandona.

II.

Gaie figure di decamerone
le cameriste dan, senza tormento,
più sana voluttà che le padrone.

Non la scaltrezza del martirio lento,
non da morbosità polsi riarsi,
e non il tedioso sentimento

che fa le notti lunghe e i sonni scarsi,
non dopo voluttà l’anima triste:
ma un più sereno e maschio sollazzarsi.

Lodo l’amore delle cameriste!

GUIDO GOZZANO

Published in: on maggio 6, 2018 at 07:29  Comments (3)  

Noi siamo

Noi siamo un attimo,
Siamo un sorriso, un pianto,
L’emozione che vola e passa.
Siamo quell’abbraccio sperato,
Siamo il tempo sul viso,
Il tempo nel cuore
Siamo buio e luce,
Siamo qualcosa di prezioso e
Qualcosa di terribile,
Qualcosa che resta e
Che se ne andrà per sempre
Per un dove impreciso.
Siamo pezzi di vita
E di disperazione,
Di lotta per ciò
in cui crediamo
E di abbandono.
Tutto e niente,
Sale e zucchero,
Un sogno che si avvera,
Una carezza leggera,
Siamo piume d’amore.

Piera Grosso

Published in: on maggio 6, 2018 at 07:08  Comments (7)  

Pensierino della sera

Ho dato Luce

ad un Pensiero

che vedevo sbiadito

in questo scorrere

di follie quotidiane.

All’improvviso

quella Luce è mancata.

S’è offesa anche Lei.

 

Gavino Puggioni

Published in: on maggio 6, 2018 at 06:54  Comments (1)