Notti dei sensi

Ti voglio far provare il bel piacere.

Pur mal mio grado? Lasciami tranquilla!

Da troppe sere e troppe primavere…

Dei superni desiri ecco la squilla.

 

La luna scorre su acque nere e brilla…

Oh, tu vai alto per volermi avere!

Ed io ti prenderò come un’anguilla.

Dentro da me per vie d’acqua o vie aeree…

 

E perché più e più in te s’interni…

Entrerai mai e mai, primavere o inverni.

Dall’alto scenderò con giri alterni…

 

Pensatore di donne, mio amatore…

Fin ch’io ti prenda, fin che l’incaverni…

Ad averti c’è poco per il cuore.

 

PATRIZIA VALDUGA

Published in: on maggio 8, 2018 at 07:41  Comments (2)  

Adusta fonte

Gorgoglia un rubinetto per l’ultimo versare,

neppure più un mottetto l’anima a riscaldare.

La musa cui mi volsi, crudele mi rispose

“se taglierai i tuoi polsi rifioriran le rose.”

M’abbeverar di sangue la terra screpolata

affossa ciò che langue poesia darà malata.

Meglio sarà sperare nel tempo e le stagioni

piuttosto che azzardare comiche soluzioni.

Precario è il poetare ci vuole ispirazione

sentir che devi dare solo grand’emozione.

Così dentro il mio cuore rimane un desiderio :

che gemmi dall’amore soltanto un verso serio !

 

Piero Colonna Romano

Published in: on maggio 8, 2018 at 07:25  Comments (7)  

Noi che abbiamo

Noi che abbiamo
il coraggio
di ascoltare le idee
quando camminano dritte
su sentieri tortuosi.

Noi che prendiamo
a sassate
finestre di secoli
con luci soffuse.

Noi che bendiamo
la bocca
con corone di spine
per non urlare al re nudo.

Noi che tutti i giorni
affacciati sul greto
vediamo passare
i cadaveri della ragione.

Noi che corriamo
lungo strade di periferia
dai marciapiedi sempre uguali
e false immagini di borghesia.

Noi che ci perdiamo
nel bosco dei nostri antenati
balbettando graffiti imparati
su muri incompresi.

Noi che non siamo
che pallide ombre
di eterne saggezze.

Noi che non siamo.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 8, 2018 at 07:18  Comments (3)  

Vita d’oggi

nella giungla della vita
ci sono
muti
trattati come bestie da soma
a servizio della corruzione
coperta di menzogne bavose
c’è
chi strizza
mammelle colme di latte e miele
e chi stringe la cinghia
ancora di un buco
ci sono
operai impiegati giovani
col cuore tagliato a pezzi
dalla lama dell’incertezza
e col desiderio di vivere
mangiando pane
e – perché no – companatico
ci sono
tristezza paura fame lacrime
e quelli che
con grassa mano
ficcano il coltello
nel fianco carta velina dei derelitti
ormai senza voce
ci sono
ci sono ora
mani dure come pietre
che schiantano le corna del toro
e
domani si vota

c’erano…
o ci sono ancora?!

Giovanni De Simone

Published in: on maggio 8, 2018 at 06:57  Comments (7)