Filastrocca dell’imbecille

Tanti sono gli imbecilli
che “cri cri “ fan come i grilli,
perche’ tanto hanno successo
ed a lor tutto è concesso?

Non è più un esigenza
l’uso della intelligenza
che da scimmie ci elevò
e nel tempo ci scortò.
L’imbecilli non capiscono
ma con tutto interagiscono
e con credo imperituro
pronti son per il futuro.
Sembra che il loro fato
sia riempir tutto il creato
e in allegro girotondo
sono sparsi in tutto il mondo.

Non ci vuol genialità

per la lor sopravvivenza

basta solo l’obbedienza

all’altrui imbecillità.

.
Alberto Baroni

Published in: on maggio 10, 2018 at 07:28  Comments (9)  

Pellegrino

.
PEREGRINO
.
¿Volver? Vuelva el que tenga,
Tras largos años, tras un largo viaje,
Cansancio del camino y la codicia
De su tierra, su casa, sus amigos.
Del amor que al regreso fiel le espere.
Mas ¿tú? ¿volver? Regresar no piensas,
Sino seguir siempre adelante,
Disponible por siempre, mozo o viejo,
Sin hijo que te busque, como a Ulises,
Sin Ítaca que aguarde y sin Penélope.
Sigue, sigue adelante y no regreses,
Fiel hasta el fin del camino y tu vida,
No eches de menos un destino más fácil,
Tus pies sobre la tierra antes no hollada,
Tus ojos frente a lo antes nunca visto.
.
§
.

Tornare? Torni chi ha
dopo lunghi anni, dopo un lungo viaggio,
stanchezza del cammino e una gran voglia
della sua terra, della sua casa, dei suoi amici,
dell’amore che al ritorno fedele lo aspetta.

Piuttosto, e tu? tornare? non pensi a tornare,
ma a proseguire libero avanti,
disponibile per sempre, giovane o vecchio,
senza un figlio che ti cerchi, come Ulisse,
senza un’Itaca che aspetti e senza Penelope.

Prosegui, vai avanti e non tornare indietro,
fedele fino alla fine del cammino e della tua vita.
Non sentire nostalgia di un destino più facile,
i tuoi piedi sopra la terra non calpestata prima,
i tuoi occhi di fronte a ciò che non hai mai visto prima.

.

LUIS CERNUDA BIDÓN

Published in: on maggio 10, 2018 at 07:27  Comments (1)  

Ubriaca d’amore

Nella notte guardo cadere una stella,
io, blasfema ubriaca d’amore,
sogno un’estate che mai giungerà
al mio mare

Meteora che vaga senza meta,
aspetto tutte le sere
passeggiando nei meandri
silenziosi della mente

Un fiume di note aleggia nell’aria,
come il battito d’un cuore
che dinnanzi alla luce svanisce
celandosi agli sguardi indagatori

Crudele il desiderio di toccarti
e perdersi nel tormento,
nell’intensa voglia di averti
in questo gioco che profuma di salsedine

Sono flutti tremolanti
i brividi sulla pelle,
mai stanchi dei sussurri
disegnati dalla tua voce

Scriverò del mio amore
fra le onde limpide del mare
e come polvere portata dal vento
entrerò fra le mura del tuo cuore

Patrizia Mezzogori

Published in: on maggio 10, 2018 at 07:13  Comments (2)  

Miraggio

L’onda che pare morire

sulla battigia si ritrae

nel lontano profondo

L’inganno dell’apparenza

come miraggio

su desertiche dune

 

Danila Oppio

Published in: on maggio 10, 2018 at 07:09  Comments (3)