Prima di primavera

Prima di primavera ci sono dei giorni
che alita già sotto la neve il prato,
che sussurrano i rami disadorni,
e c’è un vento tenero ed alato.
Il tuo corpo si muove senza pena,
la tua casa non ti par più quella,
tu ricanti una vecchia cantilena,
e ti sembra ancor tanto bella…

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on maggio 12, 2018 at 07:42  Comments (2)  

Se io son qui

Se io son qui

quando la Tua sera

è un’isola di stanchezza

se son qui

e nient’altro vince

contro tutto il dolore

che Tu ed io

se io son qui

e non posso fermarmi

sarà che il mio cuore è acceso

e non è un calcolo freddo

Questa sera è di stanchezza

ed io son qui per Te

con cento ragioni dell’universo

E non sono altro

che la Tua piccola sosta

sorridente

nei campi delle lanterne

 

Antonio Blunda

Published in: on maggio 12, 2018 at 07:42  Lascia un commento  

E non morire mai

Quante foglie rosse han piovuto
e gli aceri han sparso nel respiro
di settembre, negli occhi del tramonto
e lo sguardo oltre l’invisibile orizzonte.
Potremmo raccontare anche di noi
dell’abbraccio nella quiete della sera
la carezza docile dell’onda sulle dita
e le orme lasciate a riposare sulla riva.
Potremmo lasciar ancora piovere
le foglie e bere luce ad ogni sole
immaginare che non finisca il cielo
toccarci fin dentro il cuore e non morire
mai, davvero.

astrofelia franca donà

Published in: on maggio 12, 2018 at 07:35  Comments (2)  

Io sono te che ritorni

Un uomo, a questa età
dovrebbe avere muli e cisterne, non credete?
Un piccolo grembiule di cuoio, ed un martello
la forca e gli strumenti per fare su una casa.
Dovrebbe avere un pezzo di terra, anche due metri
qualcosa da lasciarci su scritto.
Mica io
che ho fatto della penna il mio fascio di roselle
il più tenero regalo per arrivarti in cuore;
per poi posarmi come un uccello sui tuoi fianchi
beccare qualche grano di miglio tra i tuoi peli
e ricordare più come vola, a uno spavento
l’astuto e il mattiniero grifone.
Mica io
che ho gli occhi sulle vene del campo e annuso l’acqua
la sera dei dispetti e di poche situazioni.
Che aspetto quattro giri di chiave per puntare
il dito a quel tuo letto già caldo
e dirti, t’amo, perché sei piccolina
adesso che la vita, ti ha masticato tutta
come una mela prima.

Massimo Botturi

Published in: on maggio 12, 2018 at 07:33  Comments (1)