Tienimi

Tienimi nel cassetto
Del tuo cuore,
Quello in basso
Un po’ nascosto,
Quasi invisibile.
Tienimi lì
Come una chance
In più per la tua vita.
Fammi passare
Dalla porta del bene
Che sai è la migliore
E spesso azzera il tempo.
Custodiscimi
Nel silenzio dei tuoi pensieri
Più profondi
Perché io li sto e
Ascoltami respirare.

Piera Grosso

Published in: on maggio 15, 2018 at 07:47  Comments (6)  

Tanka 100

Nell’imbrunire

la roccia attende incline

del mare il bacio-

ma quanto l’ha cambiata

quest’amplesso infinito.

 

Alberto Baroni

Published in: on maggio 15, 2018 at 07:34  Comments (11)  

La mia amante

Carezza il vento le dorate chiome

Si spande tra le canne un madrigale,

al canto di fringuelli e di cicale,

odo il richiamo e eco del mio nome.

Ora il cielo si sta sciogliendo in pianto

lacrime di pioggia sul tuo viso,

stille di stelle accendono il sorriso,

bagnati seni simili all’incanto.

Stringe la mano il prato delle viole

mentre ti sfioro in dolce tenerezza,

sciolgo la veste in tiepida carezza,

come si sfoglia un biondo girasole.

Perduti ormai nel tempo di un sospiro

in quel mattino oscuro e settembrino,

attimi d’amore adulterino,

scanditi dalla pioggia e dal respiro.

Spenge la luce il vento della sera

tanto t’amai tra pampini dorati,

istanti vivi in attimi rubati,

franati all’orizzonte di chimera.

Amore che ti manca all’imbrunire

quando la sposa interroga i pensieri,

pensando a ciò che è oggi e non è ieri,

ma lei non può saper, non può capire.

Cullato dall’odor di calda brace

tra i rami del mio cuore mesto canto,

vorrei che fossi tu e mi siedi accanto,

gemo d’amor perchè son senza pace.

 

Raffaele Saba

Published in: on maggio 15, 2018 at 07:17  Comments (9)  

Sera della domenica

Ora che li organi
di Barberia singhiozzano al Crepuscolo
li ultimi balli e le ultime canzoni
anche una volta, quasi una paura
folle di rimanere
soli nell’imminente ombra li tenga;
ora che i poveri
amanti hanno sepolta
nel cuore, senza piangere, la piccola
loro felicità domenicale,
e vanno muti
per il noto viale
al convegno dell’ultima tristezza;
ora che il pianto in maschera
di Sorriso
affetta ancora un’aria disinvolta
prima che scada il facile noleggio
dell’abito di gala;
ora che ne’ conventi e ne’ collegi
abbassano le lampade,
asciugano le lagrime,
e s’imagina che nel Paradiso
ogni giorno sarà
domenica;
ora che nei postriboli
le femine si lasciano baciare
cantando
il breve elogio funebre
della verginità;
il Poeta, ebro di morte,
viene a patti
con la Disperazione
che gli offre il domani con tutte
le sue piccole ire sorde,
le sue facili rassegnazioni,
mentre gli ride in faccia
perché non seppe ancora
morire di fame!

SERGIO CORAZZINI

Published in: on maggio 15, 2018 at 06:54  Comments (1)