Continuità

innanzitutto

la forma ridotta della continuità

non è l’effige dell’assenza

ma l’espressione di sentimenti corrosi

dal vento rugginoso della passione

è la voce accidiosa dell’emozione

che si scioglie in acqua di solitudine

è il fiore sincero dell’amore spirituale

che si spoglia

petalo dopo petalo

nei sospiri del tempo

.

Giovanni De Simone

Published in: on maggio 17, 2018 at 07:38  Comments (7)  

Stasera, per fare un esempio

Se per voler sequestrare ricordi,
bisogna in ogni modo vivere,
chiedo stasera se vale l’inverso
e cioè se per liberare vita
– per fare un esempio, la mia –
necessita ricordare, comunque.

Davvero è importante, il passato?
Mah!
Forse sarà perché già è passato
questo presente che corre e trascorre
– per fare un esempio, il mio –
che assorbe futuro e scivola via
come onda sovrastata dall’onda.

Fosse così, da tremar ci sarebbe
al pensiero di vedersi negati
tutti i volteggi proposti dai sogni,
– per fare un esempio, i miei sogni –
malinconici clown senza circo,
increduli erranti nel non essere.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 17, 2018 at 07:34  Comments (2)  

Dimostrerò

che si può volare
anche senza ali
ma col pensiero,
che si può stare a galla
anche senza saper nuotare,
affidandosi con fiducia
al movimento delle onde,
calmo, placido, tranquillo.

Dimostrerò
che se la sarta è brava
si può indossare
anche un vestito stretto,
che le scarpe a punta sono belle
anche con i piedi doloranti.

Dimostrerò
che si può ancora urlare
ma di piacere
non di dolore.

Sandra Greggio

Published in: on maggio 17, 2018 at 07:31  Comments (11)  

Minstrels

Ritornello, rimbalzi
tra le vetrate d’afa dell’estate.

Acre groppo di note soffocate,
riso che non esplode
ma trapunge le ore vuote
e lo suonano tre avanzi di baccanale
vestiti di ritagli di giornali,
con istrumenti mai veduti,
simili a strani imbuti
che si gonfiano a volte e poi s’afflosciano.

Musica senza rumore
che nasce dalle strade,
s’innalza a stento e ricade,
e si colora di tinte
ora scarlatte ora biade,
e inumidisce gli occhi, così che il mondo
si vede come socchiudendo gli occhi
nuotar nel biondo.

Scatta ripiomba sfuma,
poi riappare
soffocata e lontana; si consuma.
Non s’ode quasi, si respira.
Bruci
tu pure tra le lastre dell’estate,
cuore che ti smarrisci! Ed ora incauto
provi le ignote note sul tuo flauto.

EUGENIO MONTALE

Published in: on maggio 17, 2018 at 07:09  Comments (2)