Canto della sposa

Se i pavimenti odorano di ragia
se splende in ordine la sua povera casa
se respira nei fiori
se gli salta in collo il più chiaro bambino
se riposa
la gota fresca di bagno contro la sua mascella dura
forse m’incoronerà di uno sguardo
forse scioglierà in un sorriso la sua cura.

Ma chi conosce il suo pensiero
forse il suo desiderio si è già allontanato.

Voltati e ricevi la casa dell’amore
tutta ricordi di anima che quando li abbiamo portati
nelle stanze vuote si sente battere il nostro cuore.
Per una amara parola che ci hai lasciato stamani
tutt’oggi mi son seduta.

Ma ci nega uno sguardo la sera
ma anche questa giornata è perduta.

Se non si dimentica, se non si consola
se non si rasserena
se la sua carezza è mancata
se non confida la sua pena
allora questa casa è sbagliata
allora la vecchia fede è vilipesa.
Sei un uomo e forse volevi una donna di gioia
non una fedeltà, ma una sorpresa.
O se non mi avessi sposata!
almeno sarebbe durato l’amore
un poco per giorno te l’avrei misurato.

Ma chi conosce il suo pensiero
il suo desiderio si è allontanato.

Mi sono aperta troppo, mi sono sfogliata
son brutta e non ho più nulla da dare
nessuno mi ha insegnato a vestire
e perché mi levavano i fiocchi quand’ero piccina.
Allora la vecchia fede mi ha ingannata
allora non gli son più vicina.

Sei brutta e hai perso il suo pensiero
il suo desiderio si è allontanato.

Ma dicevi che è bello il viso più usato
dolce carezza la mano operosa:
ora ti aspetta la mano ruvida
ora ti aspetta il viso scavato
ora, finita la donna
ti aspetta la tua sposa.

Ritorna, te che sei stato il mio fidanzato
quando camminavamo sulle cime
la strada d’oro che solo insieme possiamo scoprire.
Quel che ti manca in me l’amore te lo fa mancare.
Amami e sono vergine ancora
tanto bene nuovo ti debbo ancora dare.

Ma solo cose assenti lo fanno amare
cose invisibili lo fanno soffrire
non per me che son sempre uguale
io che sono tanto noiosa, vero.

Allora se fossi lontana
allora se potessi morire…

Ma chi conosce il suo pensiero…

PIERO JAHIER

Published in: on maggio 20, 2018 at 07:43  Lascia un commento  

Incastro di ricordi

Con un brivido
si schiude il ricordo
su una gelida notte
che custodì un amore.

Riscaldò quel freddo
il maturo ardore d’una bocca
che da un giovane corpo
strappò ogni velo.

Ricordo che si spezza
su una notte ancora
nello sconforto di un cuore
che attese quelle labbra invano.

E poi – unica la pena,
chiusa in un addio,
che a lungo negò
nuovi amori.

Alberto Baroni

Published in: on maggio 20, 2018 at 07:36  Lascia un commento  

Nel ritmo della pioggia

soltanto le parole,
non ebbero più suono
mentre tu ed io
con la musica del cuore,
danzammo insieme
un valzer d’autunno.

Anileda Xeka

Published in: on maggio 20, 2018 at 07:31  Lascia un commento  

Quando eravamo pazzi

Stretto come un cristo nel pugno di un morto
abbandono la scena, il tuo palcoscenico di delirio…
questa donna, la forma della veste sui fianchi,
questa donna di cincillà e caramelle e ricomprata
come un pezzo di osso gettato ad un cane,
questa donna…era la mia donna…la donna di tutti…

stupido come un cristo nel pugno di un morto
abbandono il tuo abbandono, ti ho vista morire sotto le stelle
contando le pecore all’azzurroblu del cielo di via martiri del turchino…

tra i tuoi mucchi di arance, di mele, di fiori di lavanda
tra i tuoi portafoto, tra i tuoi seni separati dalla mia ultima carezza,
dentro tutta la tua passione per la follia, la tua ultima ricetta di psicologia…

la mia donna era una curva…come ti amavo…immagina…

Massimo Pastore

Published in: on maggio 20, 2018 at 07:23  Lascia un commento