Strade

CAMINOS.

De la ciudad moruna
tras las murales viejas,
yo contemplo la tarde silenciosa,
a solas con mi sombra y con mi pena.
El río va corriendo,
entre sombrías huertas
y grises olivares,
por los alegres campos de Baeza
Tienen las vides pámpanos dorados
sobre las rojas cepas.
Guadalquivir, como un alfanje roto
y disperso, reluce y espejea.
Lejos, los montes duermen
envueltos en la niebla,
niebla de otoño, maternal; descansan
las rudas moles de su ser de piedra
en esta tibia tarde de noviembre,
tarde piadosa, cárdena y violeta.
El viento ha sacuido
los mustios olmos de la carretera,
levantando en rosados torbellinos
el polvo de la tierra.
La luna está subiendo
amoratada, jadeante y llena.
Los caminitos blancos
se cruzan y se alejan,
buscando los dispersos caseríos
del valle y de la sierra.
Caminos de los campos…
¡Ay, ya, no puedo caminar con ella!
.
§
.
Della città moresca
dietro le vecchie mura,
io contemplo la sera silenziosa,
solo con la mia ombra e la mia pena.
Il fiume va scorrendo,
tra giardini in penombra,
e tra grigi oliveti,
per le liete campagne di Baeza.
Hanno le viti pampini dorati
sopra i rossastri ceppi.
Guadalquivir, come spada spezzata,
e frantumata, risplende e lampeggia.
Lontano, i monti avvolti
nella nebbia dormono,
nebbia d’autunno, materna; attenuano
le rozze moli lo stato di pietra
in questa mite sera di novembre,
sera pietosa, languida di viola.
Il vento ha agitato
gli olmi appassiti della carreggiata,
sollevando in rossicci mulinelli
la polvere da terra.
La luna sta salendo
illividita, piena ed  ansimante.
Le candide stradine
s’incrociano inseguendo
lontano casolari  nella valle
e nella sierra sparsi.
Strade tra i campi là…
Ahi! più non posso passeggiar con lei!
.
ANTONIO MACHADO Y RUIZ
Published in: on maggio 21, 2018 at 07:43  Lascia un commento  

Casa morgana e finti corridoi

non un suono pronuncia il disordine
il vedere chiassoso impagina murales
_nel disimpegno lungomare_
strade con solo un margine
dall’altro non finisce e non si va
ci si trattiene a viversi di lato
tralasciati da punti in sospensione
in un bizzarro ritenersi astanti
le superfici espongono palazzi
come fossero veri
_le pareti si fingono distanti_
e non si appare che vestiti vuoti
appollaiati alle finestre
vapori a fil di vento
a tessere giornate in spazi assenti

città dipinte nei colori onirici
intorno a tutti i sé temuti e amati
_ci si può stare in tanti_
suggeriscono strade sul confine
oltre le cose conosciute e solide
varchi da cui si possa intravedere
un altro esistere                 _forse_

Cristina Bove

Published in: on maggio 21, 2018 at 07:42  Lascia un commento  

La risacca

Intanto che al fine va il giorno
m’attardo a segnare la sabbia
che ancora fan chiasso i gabbiani,,,
Poi i richiami si van rarefando.
Che è quando la quiete incomincia.

E quieto ora ascolto
quell’andirivien di risacca,
di sera tra il sole e la luna
che più lassù penzola e più si colora
fino a spiccare sul blu, tinta unita
finché di puntini lucenti è increspato.

Con ritmo uguale e tranquillo
continua il discreto ninnare…
E come appoggiata, una barca
si dondola al suon di risacca.
Com’ anche il cuor mio, pensieroso…

Ché ancor sto in ascolto…
E ancora a guardar sto l’incanto
dei tanti colori sfumati
sul mare e nel cielo…l’azzurro e il rosato…
Ora che è ora che il sole s’immerga.
Che è l’or che si specchi sul mare la luna.

Ma più, perché è l’ora che a te m’avvicina,
che or stai lontana a guardare anche tu
la stella che più con la sera s’accende,
e par la leggera risacca portare
le tue spumeggianti parole d’amore…

Armando Bettozzi

Published in: on maggio 21, 2018 at 07:38  Lascia un commento  

Emozioni

Fra lenzuola candide
Brucare la tua erba
Per poi viaggiare insieme
Col magico tappeto
Nell’universo del piacere

Marcello Plavier

Published in: on maggio 21, 2018 at 07:32  Comments (1)