Serenità

Si cerca per tentativi
come un rimedio naturale
per certi dolori mattutini,
si cerca come una virgola
da mettere giusta
in mezzo alle parole,
nei giochi calmi dei bambini,
nell’onda lieve
che arriva sulla spiaggia.
Chi non vorrebbe, almeno per un momento,
essere sereno
come il fiore fiero che nasce dall’asfalto?

Maria Attanasio

Published in: on maggio 27, 2018 at 07:46  Comments (1)  

Versi liberi

Smetto il giocar da poeta stasera:
celarmi non posso dietro le rime,
devo decidere forma e maniera
che ben si adatti al mio interno regime.
E’ giunta l’ora di scegliere un metro,
il modo giusto e lo stile migliore,
un limpido ritmo, un plettro di vetro
per far vibrare le corde del cuore.
Il repertorio provai tutto intero,
odi, sonetti e perfin sirventese,
forse il mio canto non era sincero.
Le mie misure ogni volta le ho prese:
furono sempre costretti e legati
tutti i miei versi, e l’amore che sento.
Soltanto liberi un dì li ho lasciati,
e da quel giorno ancor me ne pento.

Fabio Sangiorgio

Published in: on maggio 27, 2018 at 07:40  Comments (1)  

Marina

MARINE

L’Océan sonore
Palpite sous l’œil
De la lune en deuil
Et palpite encore,

Tandis qu’un éclair
Brutal et sinistre
Fend le ciel de bistre
D’un long zigzag clair,

Et que chaque lame,
En bonds convulsifs,
Le long des récifs
Va, vient, luit et clame,

Et qu’au firmament,
l’ouragan erre,
Rugit le tonnerre
Formidablement.

§

Vasto il mare e sonoro
palpita, l’onde lente.

Sta la luna dolente
su lui, la luna d’oro.
Serpigna una saetta
scocca, lampo sinistro:
tutto il cielo di bistro
fende, sulfurea, netta.
E, convulsa, ogni onda,
con un cupo gorgòglio,
batte contro lo scoglio,
balza, va, viene, affonda,
urla. E nel firmamento
dove erra l’uragano,
forte il tuono lontano
muggisce. Ulula il vento.

PAUL VERLAINE

Published in: on maggio 27, 2018 at 07:25  Lascia un commento  

Ricordi in cornici d’oro

Dalle colline è una carezza agli occhi

il verde, nella corsa delle margherite

sorridenti nei cieli dell’estate.

Ricordi quel pennacchio nero

lungo la Sieve, l’incanto dei colori

al finestrino del treno sferragliante?

Inseguivamo il vento e non sapevamo

di rincorrere il sapore dei tramonti,

il bagliore rosso sull’increspatura del lago

e la trama ocra ricamata tutt’attorno.

Ricordo che pensai a un magico pennello

a Giotto al suo Cristo in croce tra le spine,

all’odore dei ligustri, al prugnolo, ai fiori bianchi

abbracciati al biancospino e al giallo del corniolo.

Poi ci vennero incontro con le luci da toccare,

le case disegnate nella sera, l’odore della cena,

il pane sulle tavole e i racconti ancora caldi

di pastori e nobildonne lasciati a riposare

tra cornici e canti profumati di bellezza.

 

astrofelia franca donà

Poesia 3^ classificata (sezione a tema Mugello), al V Premio Internazionale Letterario e d’Arte “Nuovi Occhi sul Mugello”

Published in: on maggio 27, 2018 at 07:19  Comments (2)