A Marie

POEM FOR MARIE

Love, I shall perfect for you the child
Who diligently potters in my brain
Digging with heavy spade till sods were piled
Or puddling through muck in a deep drain.

Yearly I would sow my yard-long garden.
I’d strip a layer of sods to build the wall
That was to exclude sow and pecking hen.
Yearly, admitting these, the sods would fall.

Or in the sucking clabber I would splash
Delightedly and dam the flowing drain,
But always my bastions of clay and mush
Would burst before the rising autumn rain.

Love, you shall perfect for me this child
Whose small imperfect limits would keep breaking:
Within new limits now, arrange the world
Within our walls, within our golden ring.

§

Amore, perfezionerò per te il bambino
che nel mio cervello con diligenza si trastulla
scavando con una vanga pesante e ammassando zolle
o sguazzando nel fango in un profondo canale.

Ogni anno seminavo il mio giardino lungo un metro.
Toglievo uno strato di zolle per erigere il muro
che escludesse la scrofa e la gallina becchettante.
Ogni anno, facendole entrare, le zolle cadevano.

O nella melma risucchiante diguazzavo
con gioia per arginare il flusso del canale,
ma sempre i miei spalti di argilla e poltiglia
cedevano sotto le crescenti piogge autunnali.

Amore, perfezionerai per me questo bambino
i cui piccoli limiti imperfetti cederebbero sempre:
entro nuovi limiti adesso, ordina il mondo
dentro le nostre mura, dentro il nostro anello d’ oro.

SÉAMUS HEANEY

Published in: on maggio 29, 2018 at 07:38  Comments (1)  

Se tu

Se tu
non m’avessi regalato tanta delusione,
se tu
non m’avessi lacerato mente e cuore
se tu
non m’avessi affogato nel rancore,
se tu
non m’avessi tolto affetto e amore,
forse
non avrei compreso quello che ho perduto,
forse
non avresti capito quanto io t’ho amato.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 29, 2018 at 07:29  Lascia un commento  

L’inizio del naufrago

Improvvisamente vivi.
Lasci cadere i tuoi sguardi
sui contorni delle braccia
che ti stringono.
E’ l’inizio di un cammino
nato dalla sensazione
di cedere per sempre.
E’ l’inizio di un viaggio
nato dalla consapevolezza
di essere amata.
E’ l’inizio di un sorriso
che cerca di sotterrare
l’egoismo di una intimità
persa in un’agonia oscura.
Improvvisamente
sei cosciente di vivere:
non solo perchè respiri…

Glò

Published in: on maggio 29, 2018 at 07:24  Comments (1)  

Lascia cantare la mia speranza

I fiori che ti porgo
con premura sciocca,
non sono per omaggio alla bellezza
né per mostrarti sintomi d’amore.

Lo sguardo che ti porgo
con qualche ansia in più,
trascini ai tuoi piedi le antiche pene
e al tuo perché le mie nuove paure.

Se ora ascolti queste grida,
non aprire il tuo sorriso amaro
in un’amorfa smorfia nera
e lascia cantare la mia speranza.

Accogli le rose che ho sottratto
alle narici d’una donna ignara.
Annusa il retrogusto della vita
e, per un istante, scopriti inutile.

Poi, rimani ancora più lontana
e non seguire presto le mie orme.
Assaporo tardi le gioie della vita
ed oggi io ti rifiuto, o morte…

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 29, 2018 at 06:58  Lascia un commento