L’orto del re

Se avessi un fermatempo
mentre divago
dans le potager du roi!
Non farei sogni che s’arrampichino
sino alle erette cime des Jardins des Hesperidès!
Moi, oh! finalmente io sempre io immensamente io
mi sveglierei Heraclès
nel rosso tramonto delle insidie intorno a me
tombeur dei miei muri
aux pieds de la Reine
au mème niveau
dove fioriscono
le pommes de terre.

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 13, 2018 at 07:42  Lascia un commento  

Rosazzurra

Non ha il profumo del mare
o i colori di questo autunno
che un vile destino ha rubato
ai tuoi giovani giorni di madre;
non può asciugare il dolore
di lacrime e vane domande,
o recare conforto a chi resta
nel tuo incalcolabile vuoto.
Porta solo la voce sommessa
dei nostri cento invisibili cuori,
flebile fiato di amici poeti
che fragile rima sussurrano al vento:
ti accarezzi quel canto di pace
che ti giunge da questo giardino,
vegli piano il tuo sonno leggero
come dolce bisbiglio di nenia
a cullarti, l’azzurra mia rosa.

Fabio Sangiorgio

In ricordo dell’amica Daniela Procida

Published in: on giugno 13, 2018 at 07:35  Comments (2)  

Ci sono fiori

C’è un cammino oltre le parole

di scarpe senza suole, terra amara

e fiori muti di sorrisi sulla strada

l’ombra proiettata dai lampioni

nella fuga dei tramonti e il freddo

tra i cartoni e un cane per coperta.

Sai, ci sono bambini senza storia

tra vie chiuse senza il sorgere del sole

un gioco di coltelli e polverina bianca

le grida delle madri, scuole senza figli

e carni rosa vendute al macello della vita.

Ci sono fiori nati tra le pietre e fili d’erba

che non han mai visto piovere dal cielo

qualcosa che assomigli ad acqua pura

hanno corolle lievi e un caparbio stelo

a spaccare il muro dell’indifferenza

e il gelo di troppe effimere coscienze.

 

astrofelia franca donà

Poesia 2^ classificata alla IV edizione del Premio Letterario Città di Fermo

Published in: on giugno 13, 2018 at 07:28  Comments (4)  

Possesso

POSESIÓN

los témpanos engullen gaviotas en mis caricias.
El mundo pesa inicuo y solemne en mis raíces.
Acepto tus manos, tu dicha, mi delirio.
Si vuelves tú, si sueñas, tu imagen en la noche
me reconocerá.
Te encamino al talud campanular de mis venas.
Mi sangre de magia fluye hacia ti, bajo la
profecía del alba.

§

Gli iceberg ingoiano i gabbiani delle mie carezze.
Il mondo duole ingiusto e solenne nelle mie radici.
Accetto le tue mani, la tua felicità, il mio delirio.
Se torni, se sogni, la tua immagine nella notte
saprà riconoscermi.
Ti avvio verso il fondo campanulare delle mie vene.
Il mio sangue di magia fluisce verso te, sotto
la profezia del alba.

JUAN SÁNCHEZ PELÁEZ

Published in: on giugno 13, 2018 at 07:01  Comments (1)