Apprensione di mamma

Il sole dolcemente declina

retro la collina

ombra dopo ombra

arriva l’oscurità

col suo manto nero

copre la città

lentamente si consuma il cero

nella camera da letto

ove una mamma si batte il petto

davanti alla sacra immagine

che pulir deve dalla fuliggine

l’assiduo periglio

dell’amato unico figlio

che pugna per la bandiera

di una terra straniera

 

Giovanni De Simone

Published in: on settembre 12, 2018 at 07:14  Comments (4)  

Sonetto per Hélène

SONNET POUR HÉLÈNE

Quand vous serez bien vieille, au soir, à la chandelle,
Assise auprès du feu, dévidant et filant,
Direz, chantant mes vers, en vous émerveillant:
“Ronsard me célebrait du temps que j’étais belle”

Lors, vous n’aurez servante oyant telle nouvelle,

Déjà sous le labeur à demi sommeillant,
Qui au bruit de Ronsard ne s’aille réveillant,
Bénissant votre nom de louange immortelle.

Je serai sous la terre, et, fantôme sans os,
Par les ombres myrteux je prendrai mon repos:
Vous serez au foyer une vieille accroupie,

Regrettant mon amour et votre fier dédain.
Vivez, si m’en croyez, n’attendez à demain:
Cueillez dès aujourd’hui les roses de la vie.

§

Quando vecchia sarete, la sera, alla candela,
seduta presso il fuoco, dipanando e filando,
ricanterete le mie poesie, meravigliando:
Ronsard mi celebrava al tempo ch’ero bella.

Serva allor non avrete ch’ascolti tal novella,
vinta dalla fatica già mezzo sonnecchiando,
ch’al suono del mio nome non apra gli occhi alquanto,
e lodi il vostro nome ch’ebbe sì buona stella.

Io sarò sotto terra, spirto tra ignudi spirti,
prenderò il mio riposo sotto l’ombre dei mirti.
Voi presso il focolare una vecchia incurvita,

l’amor mio e ‘l fiero sprezzo vostro rimpiangerete,
Vivete, date ascolto, diman non attendete:
cogliete fin da oggi le rose della vita

PIERRE DE RONSARD

Published in: on settembre 12, 2018 at 07:10  Comments (1)  

Ritorna l’incubo

E ora siamo al tiro al bersaglio al nero:

che sia proprio un fatto casuale?

Se cerchiamo il motivo causale

troviamo nell’odio il movente vero.

 

Un odio assurdo verso lo straniero

alimentato da input razziale,

motore di consenso elettorale.

Fu così che iniziò la caccia, invero,

 

all’ebreo: se si vuol governare

s’inventa un nemico. La massa abbocca

e più ne spari, più ti fai osannare.

 

Ma per il Paese l’allarme scocca:

non sappiamo dove andremo a parare,

ma sappiamo che sul baratro sbocca.

 

 

Umberto Marinello

Published in: on settembre 12, 2018 at 07:05  Comments (1)  

La mia sposa

T’attendevo oltre il muro diroccato

tra braci spente, senza più calore,

fremevo come fiore appena nato,

simile ad ape mi baciasti il cuore.

 

L’albero di fico sonnacchioso

stendeva la sua ombra sul tuo seno,

il sole penetrava capriccioso,

incendiando le gote di baleno.

 

Fresca fonte d’acqua di sorgente

lavasti il volto e rivolo di sangue,

si china pigro il salice piangente,

tra le mie braccia il tuo cuore langue.

 

Fu la passione e lo stellato tetto

che io rimasi quasi senza fiato,

o il calore del corpo giovinetto,

mentre coglievo il fiore immacolato.

 

Diverrà neve il candido sorriso

fruscio di vento il tuo danzare,

lacrime di pioggia sul tuo viso,

mentre t’accompagnerò all’altare.

 

Il riso sulle labbra e tra i capelli

la cascata di petali di rosa,

insieme fonderemo i nostri anelli,

diverrai per sempre la mia sposa.

 

Raffaele Saba

Published in: on settembre 12, 2018 at 06:59  Comments (2)