Richiamo

Il tuo richiamo di colomba mi insegue la sera.
Inseguimi allora.
È come il vino della poesia quando mi chiami
e io per causa tua
spingo i cavalli alle lacrime
piego le ali agli uccelli
vado al di là del canto.
Il tuo richiamo è un’altalena
e la distanza uno stretto
uno stretto nell’assenza.
L’albero del cuore basta
se cade la nostra brezza
e cadiamo con lei?
È fatto del nostro sangue l’albero del cuore
o è solo illusione?
Una domanda che mi ossessiona meteora dopo meteora
una rosa due rose
mi dormono sul braccio
e l’alba s’insinua azzurra
perché si bagni la rugiada
perché io la veda.
Per questa domanda gazzella
per quel che ci terrà imprigionati
nella rete della risposta
perché il cielo non si restringa.
Libererò uno stormo di giovani colombe
e aprirò le mie mura al loro domani.
Se mi annegheranno nel richiamo
annegherò
e se mi sveglieranno
lascerò aperta la finestra del sogno
e dormirò.

FARAJ BAYRAQDAR

Published in: on settembre 21, 2018 at 07:45  Lascia un commento  

I colori

Quanti colori, sulla tavolozza!
L’azzurro…il verde…il rosso…il bianco…il nero…
E ognun vorrebbe l’altro al cimitero!…
E sempre ognuno contro l’altro cozza.

Nessuno, mai! un far dell’altro abbozza,
ché ognun si crede possessor del “vero”.
E non sopporta – il rosso – il nero, fiero
d’esser com’è – e il suo nome sempre zozza.

“Io sono il rosso!…- ognor gli fa sprezzante –
sono il color solare e illuminante,
e tu sei il nero ch’ha imbrattato il mondo…”…

“Tu rendi il mondo astioso e delirante!
Col baco in testa vuoi quadrarne il tondo,
e vuoi precipitarlo giù nel fondo!

E in quanto a chi è imbrattante,
se invero il nero tanto l’ha sporcato,
il rosso ancor di più, ma è … sopportato!”

Adesso, il giallo e il verde, mescolati,
son quei che – qui – dall’astio son mirati…

Armando Bettozzi

Published in: on settembre 21, 2018 at 07:36  Lascia un commento  

Era soltanto amore

dormicchio all’ombra del carrubo
afflussi di fresco nutrono
la siccità dei ricordi:
sei al mio fianco
e il tuo sorriso
è più radioso del sole
ma
i tuoi pensieri
sono amari e neri
la tua voce
si rompe
sulle corde del silenzio
e col canto delle cicale
parlano i tuoi occhi
e una briciola di lacrima
il nostro amore
era soltanto amore
e non pretese mai una risposta
e noi
non rispondemmo mai
neanche oggi la pretende
e noi
neanche oggi risponderemo

Giovanni De Simone

Published in: on settembre 21, 2018 at 07:33  Comments (3)  

Testimonianze in cromatismi autarchici

alla corte dei fatti inattendibili
la pittrice di case e copertine
rende ragioni delle dissolvenze
delle nuvole prese a velatura
degli albatri dipinti nell’argento
_è per sentirmi viva_
il giuramento al giudice di pace
che assume a prova linee di confine
colori presi a prestito dal mare
scomposizioni per similitudini
deposizioni un po’ confuse
a stento sufficienti alla difesa:
un modo come un altro per concludere
_ultime pennellate al suo ritratto_

in camera i giurati
in assenza di prove comprovanti
decidono il rilascio a mano libera
_può finalmente entrare in quel suo quadro_

a chi rimane è comminato il compito
di metterlo in cornice

Cristina Bove

Published in: on settembre 21, 2018 at 06:58  Comments (1)