Ce ne faremo una ragione

Disegno losanghe sulla sabbia
come grani di sale incompreso
dove poggiare i piedi e la ragione
ma il vento del nuovo
ne disperde ogni traccia.

Ce ne faremo una ragione.
Se ne faranno una ragione.

Ci faremo compagnia
bevendo i petali secchi
della rosa del deserto.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 26, 2018 at 07:30  Comments (1)  

Il glicine e la rosa

Solitaria là in mezzo alle sterpaglie
tenerezza offre allo sguardo la casa
sventrata l’uscio divelto un vecchio
catenaccio arrugginito mezze finestre
scampoli di tende lì per terra vetri
il tetto scoperchiato lì sol due tegole
rimaste altre qua e là rotte spezzate
a compagnia far a quei taglienti sfridi,
unici segni di vita oltre all’erbe alte
che ancor verdeggiano tra gialle sterpi
e le lor sorelle morte un rosa selvatica
smunta dal colore incerto non bianca
poco tendente al rosa e di un glicine
antico un solo e attorcigliato al muro
ramo pochi i fiori lilla violaceo il colore
orfane vite di mano sconosciuta che
a lor un tempo lontano cura vi prestava
e nostalgico il pensier corre a quella
non sai se d’uomo donna o di fanciulla

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 26, 2018 at 07:28  Comments (2)  

La morte di Odisseo

Ritto sull’albero di mezzo, tra grappoli d’uva riccia,
il grande Viaggiatore ascoltava il canto del ritorno;
chiare e vuote le sue pupille, il cuore più leggero –
la vita e la morte un canto, e l’uccello è la nostra mente.
Si guarda intorno, muove le mani, stringe piano i denti,
affonda le mani tra i fichi, le melagrane e l’uva,
e intorno ai suoi lombi si rinfrescano i dodici dèi.
Il corpo intero del grande Giramondo si trasforma
in bruma,
la sua goletta di neve, gli amici, i frutti e la memoria
oscillano lentamente come nebbia sul mare, svaniscono
come rugiada.
Si dissolve la carne, si offusca lo sguardo, più non batte
il cuore;
e la grande mente balza sulla vetta del suo sacro riscatto,
un palpito di ali vuote, e Odisseo, eretto nel vento,
si leva in volo, libero dall’ultima gabbia: la sua libertà.
Come nebbia ogni cosa si dissolve, e solamente un grido
sulle acque calme color notte sta sospeso per un istante:
“Forza, ragazzi, a prora soffia la dolce brezza della morte!”.

NIKOS KAZANTZAKIS

Published in: on settembre 26, 2018 at 07:20  Lascia un commento  

Auguri!

Per i nostri dieci anni

 

Tremilaseicentocinquanta

giorni col sole

con te accanto

risvegli felici

abbracci d’amore

notti d’incanto

e sogni dipinti col cuore.

Si direbbero tanti

così caldi e sinceri

me li ricordo tutti

uno per uno

perché bellissimi e veri

Eppure se chiudo gli occhi…

sembrano cominciati solo ieri.

 

Sandro Orlandi

Published in: on settembre 26, 2018 at 07:15  Comments (5)