Gelsomini

attesi germogli nascosti dalle foglie
ora rubano all’eterno
l’invadente vestito del mattino
a perdifiato s’allungano
in giardino, volano
riflessi opalini su capitelli assolati
gesti dolci dell’odore
scultore vigoroso nel risveglio delle api
balsamo
a pronunciare, preveggenza di terra…

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 3, 2018 at 07:15  Comments (5)  

Alla maniera del limerick

Sono buffi quei due puffi

ci regalan degli sbuffi

d’una mente obnubilata

dal poter d’una giornata

e sul fez gli spuntan ciuffi.

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Stiamo andando al funerale

di un potere che sta male

quello di democrazia

che sta male pur mia zia

e ci attende, aita aita, un liquame ch’è abissale.

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Or che il fascio è ritornato

dopo esser spernacchiato

canteremo giovinezza

per difender la fortezza

da chi è solo un disgraziato.

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Mangeremo pane nero

e si fa triste il sentiero

di chi pensa che in giustizia

ci sia solo la letizia

e non si veste di nero.

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Or farem dell’oca il passo

per Matteo sarem lo spasso

pur per Gigi analfabeta

che grammatica ha desueta

per entrambi arriveranno pene giuste a contrappasso.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on ottobre 3, 2018 at 07:10  Comments (13)  

Le ali della primavera

Il sole dietro un battito di ciglia

indossa l’ultima nuvola

e già origlio lievi passi di primavera

accanto ai rami nuovi di marzo.

L’eco dell’inverno è appeso a un filo

con cui il vento gioca spensierato

come un fanciullo

eternamente abbracciato al suo aquilone.

L’aria ha dei silenzi

che hanno l’odore della terra dopo il sonno della neve

di ricordi colorati di viole

d’uno spicchio di mondo

in cui i sogni hanno ali immense

e come rondini, squarciano il blu del cielo.

 

astrofelia franca donà

Published in: on ottobre 3, 2018 at 07:08  Comments (2)  

Religione è ch’io tamo

RELIGION IS THAT I LOVE YOU

 

As time will turn our bodies straight

In single sleep, the hunger fed, heart broken

Like a bottle used by thieves

Beloved, as so late our mouths meet, leaning

Our faces close, eyes closed

Out there

Outside this window where branches toss

In soft wind, where birds move sudden wings

Within that lame air, love, we are dying

Let us watch thet sleep come, put our fingers

Through the breath falling from us

Living, we can love though dying comes near

It is its desperate singing that we must not hear

It is we cling together, not dying near each other now

§

Quando il tempo distenderà i nostri corpi
in unico sonno, la fame saziata, il cuore spezzato
come una bottiglia usata dai ladri
adorata, mentre le nostre bocche s’incontrano così tardi,
i nostri volti vicini, gli occhi chiusi
là fuori
fuori da questa finestra dove i rami si agitano
nel vento lieve, dove gli uccelli muovono rapide le ali
dentro quell’aria fiacca, amore, noi moriamo
guardiamo il sonno che arriva, infiliamo le dita
nel respiro che ci cade di dosso
vivendo, possiamo amare anche se la morte si avvicina
è il suo canto disperato che non dobbiamo ascoltare
è che ora ci stringiamo, l’uno vicino all’altra non moriamo

KENNETH PATCHEN

Published in: on ottobre 3, 2018 at 07:00  Comments (1)