Chiederò mare in burrasca

Bruco accovacciato,
guardo le sabbie morte
sbrunire i colori del mare.
E non fiato, non fiuto, non ascolto.

Sedato sopra l’aria stanca,
vedo le acque di luna chiara
bagnare gli anni della giovinezza.
E parlo, fiuto, ascolto.

Così,

rinasco come alba
che aspetto tra le danze
inventate in questa notte
dalle fantasie di un insorto.

Al sole,

che intanto s’alza,
chiederò mare in burrasca
perché la barca rimanga qui.
Risentirò i suoni delle onde.

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 9, 2018 at 07:29  Comments (1)  

Qualcosa per una volta

FOR ONCE, THEN, SOMETHING

Others taught me with having knelt at well-curbs
Always wrong to the light, so never seeing
Deeper down in the well than where the water
Gives me back in a shining surface picture
Me myself in the summer heaven godlike
Looking out of a wreath of fern and cloud puffs.
Once, when trying with chin against a well-curb,
I discerned, as I thought, beyond the picture,
Through the picture, a something white, uncertain,
Something more of the depths–and then I lost it.
Water came to rebuke the too clear water.
One drop fell from a fern, and lo, a ripple
Shook whatever it was lay there at bottom,
Blurred it, blotted it out. What was that whiteness?
Truth? A pebble of quartz? For once, then, something.

§

Gli altri ridono che sempre sul pozzo
Mi inginocchiassi contro luce, mai
Vedendo più a fondo di dove l’acqua
Mi rimandava in un limpido quadro me
Me stesso nel cielo estivo, divino,
Sporto in un serto di felci e di cirri.
Una volta, puntando il mento sul bordo,
Distinsi – mi parve – al di là dell’immagine,
Sotto l’immagine, un biancore, incerto,
Una più fonda profondità – e lo persi.
L’acqua rinnegò la sua trasparenza.
Gocciò la felce ed ecco un’onda
Scosse la cosa posata sul fondo,
La confuse, la cancellò. Quel bianco che cos’era?
La verità? Un quarzo? Qualcosa, per una volta.

ROBERT FROST

Published in: on ottobre 9, 2018 at 07:19  Comments (1)  

Lui nel silenzio

Sembro sola

ma quante parole diluite

nel silenzio della sera

Accanto a me lui oltre la vita

nel dilatarsi religioso

dell’assenza

Mi prende per mano e racconta

parole senza forma senza suono

Solo io capisco

Racconta un amore

diverso divino

Questo silenzi profumato

lo riporta a me

voce appena sussurrata

Amo di lui questo insolito

ritorno

chiudo gli occhi grevi di pianto

camminiamo abbracciati

lungo il viale assolato

senza fine

Nella luce riflessa ritrovo

pensieri fuggiti da quel mio

essere che non è più mio

soltanto cambiato

rinnovato come il suo

Sogni sparsi e ricordi

che chiudo gelosa nel cuore

trasformando dall’eternità

 

Giuliana Angeli

Published in: on ottobre 9, 2018 at 07:04  Comments (4)  

Siamo in inverno

Un sentimento timido

si affaccia

al cuore della notte

scandito da rintocchi di parole

perciò vorrei postare

una poesia capace di toccare

con i brividi dolci la tua pelle,

la ragione di versi

disimpegnata a sostenere

gli umori del pensiero

guarda sempre più in alto

perciò dono alle stelle

che brillano più forte

dove trapela il buio del dolore

l’ufficio di condurre

a tuo cospetto

l’anelito del cuore

e condivido immagini di fiori

dalle odorose melodie degli anni,

ma fuori é freddo,

fuori dai sogni è freddo,

siamo in inverno,

la fantasia non teme le stagioni

e recluta le immagini più belle

per colorare acrobazie del cuore,

non attutisce Il canto della luce

il veto della mente

che ostenta contro il cuore

pugni chiusi.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on ottobre 9, 2018 at 06:54  Comments (1)