Pace fiscale

Ora lo chiamano pace fiscale.

Cambiando il nome, cambia la sostanza?

Che sia proprio questo il nuovo che avanza?

Una balla di stampo elettorale.

 

Chi paga le tasse ci resta male:

un’altra beffa per chi con costanza

delle leggi vigenti in osservanza

partecipa al bilancio nazionale.

 

Con che faccia proponete il condono?

Pensate di riuscire a darla a bere

che non è per i disonesti un dono?

 

Suvvia, siamo seri per piacere!

Chiaro: pure il vostro governo è prono

davanti a chi ha dei soldi il potere.

 

Umberto Marinello

Published in: on ottobre 10, 2018 at 07:44  Comments (2)  

Le voci

 

Ci sono tante voci
nelle nostre giornate,
sono tante e diverse,
vanno tutte ascoltate.
Sono le nostre voci
che dicono parole
l’una legata all’altra:
non sanno stare sole.
C’è la voce del vento
che soffia e che rinfresca,
del passero, del gatto,
anche dell’acqua fresca
che scivola fra i sassi,
degli alberi il fruscio,
lo stormire delle foglie,
dei grilli il frinio.
La voce della fiamma
che crepita e s’arrossa,
c’è la voce del mare
ora quieta, ora mossa.
E, se tendi l’orecchio
di notte nella stanza,
odi l’orso di pezza
che ride e fa l’inchino
al pulcino che danza.
C’è la voce segreta
che ci portiamo dentro,
quella che ci accompagna,
ci avverte, ci conforta.
Ci sono tante voci
oltre la nostra porta.
Vanno tutte ascoltate

ELIO PECORA

Published in: on ottobre 10, 2018 at 07:24  Comments (1)  

Davanti allo specchio

Stamani
volutamente
mi sono specchiato
con trepidazione.
Quante rughe incise
a strisce
sulla fronte
solo ieri liscia!
E gli occhi che s’incrociavano
casualmente
dietro dialoghi
caduti a metà,
ora sono fissi
quasi perduti
nel riconoscere un se stesso
che varia sempre
e non è più lo stesso.

Dietro quel sorriso
appena accennato
ti riconosco, infine.
Eh, caro mio,
cosa guardi e sogghigni?
La verità non mi fa più male
da quando mi piace
sentire scricchiolare
i colori delle foglie secche,
accartocciate
in tappeti autunnali;
da quando mi soffermo
ad ammirare le sapienti
architetture dei ragni
maestri sospesi
su biancastri fili
appesi nel vuoto;
da quando il tempo
ha moltiplicato la sua forza centrifuga
e gli anni vengono scagliati in giro
con rapidissimo moto.
Chi sa quando, un’altra volta,
potrò guardarti
e parlare con te.

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 10, 2018 at 07:23  Comments (3)  

Mare del desìo

Sparire nell’azzurro oltre la linea
dell’orizzonte, ove si curva il cielo
per accogliere ogni animo disperso,
e confidare al Re dell’universo
il bisogno di pace, luce e amore
nell’armonia del magico splendore.

Sentire nel suo quieto mormorio
la musica regina d’ogni pena
che colma il cuore d’un soave unguento
e lasciar che la voce, e il sentimento,
e la forza, e i color della sua calma,
sian un tutt’uno col desio dell’alma:

fondere il corpo e l’acqua trasparente
dondolando con l’alga alla corrente.

Santi Cardella

Published in: on ottobre 10, 2018 at 07:20  Comments (3)