Poppante

FOSTERLING

At school I loved one picture’s heavy greenness –
Horizons rigged with windmills’ arms and sails.
The millhouses’ still outlines. Their in-placeness
Still more in place when mirrored in canals.
I can’t remember never having known
The immanent hydraulics of a land
Of glar and glit and floods at dailigone.
My silting hope. My lowlands of the mind.

Heaviness of being. And poetry
Sluggish in the doldrums of what happens.
Me waiting until I was nearly fifty
To credit marvels. Like the tree-clock of tin cans
The tinkers made. So long for air to brighten,
Time to be dazzled and the heart to lighten.

§

A scuola amavo il verde greve di un dipinto:
orizzonti cosparsi da braccia e vele di mulini.
Le sagome immobili dei casolari. La loro stabilità
ancor più stabile quando riflessa dai canali.
Non ricordo tempo in cui non conoscessi
l’idraulica implicita in una terra
di glar e glit e inondazioni allo “svanire-giorno”.
La mia speranza sabbiosa. I miei bassopiani mentali.
Pesantezza del vivere. E la poesia
torpida nella bonaccia di quel che accade.
Io che aspetto fin quasi a cinquant’anni
per credere ai prodigi. Come l’albero-orologio di lattine
eretto dagli stagnini ambulanti. Tanto perché l’aria
si accendesse, l’ora fosse incanto e il cuore leggero.

SÉAMUS HEANEY

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Published in: on ottobre 15, 2018 at 07:42  Comments (1)  

Glicini

Ricordi
noi due
sotto la pergola?

Sulla facciata
esplodevano potenziali
le nostre fioriture.
Noi, ipnotici profumi
allestivamo la casa, poi
tra una folata e l’altra
cento petali caduchi
come sempre
presero il volo…

Ma tra non molto
nasceranno sull’inferriata
i nostri glicini…

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 15, 2018 at 07:40  Comments (2)  

L’eterno miracolo della vita

Vagiti d’un nuovo giorno

nastri di luce rosata nel cielo

neri contorni di guglie e chiese

respiri di case assonnate.

Sogni partoriti nella notte

s’accendono con le luci del mattino

la macchia del latte nel caffè

il bacio del risveglio.

Nell’aria imbronciata di febbraio

rintocchi perentori di campane

s’attardano i lampioni sulle strade

a illuminare il giorno che ègià rinato

e mondo, vede nel sole compiersi

l’eterno miracolo

-soffio d’energia vitale-

 

astrofelia franca donà

Published in: on ottobre 15, 2018 at 07:34  Comments (1)  

Il tuo viso

saturo di solitudine

e di nostalgia di te

abbraccio stretto le tue assenze

che giungono col tuo viso

per lenire le mie notti

le mie ombre

e i miei desideri

 

fermo la porta

non voglio che te ne vai

e nel mio sogno

-con colori indelebili-

blocco il tuo viso

ma i tuoi occhi

guardano da un’altra parte

e/o si chiudono

 

immobilità vertiginosa

il tuo viso

e i colori indelebili

si dissolvano

e

non resta più nulla

solo buio

 

Giovanni De Simone

Published in: on ottobre 15, 2018 at 06:58  Comments (6)