In sul vespero

In sul vespero, scendo alla radura.
Prendo col laccio la puledra brada
che ancor tra i denti ha schiuma di pastura.
Tanaglio il dorso nudo, alle difese;
e per le ascelle afferro la naiàda,
la sollevo, la pianto sul garrese.
Schizzan di sotto all’ugne nel galoppo
gli aghi i rami le pigne le cortecce.
Di là dai fossi, ecco il triforme groppo
su per le vampe delle fulve secce.

GABRIELE D’ANNUNZIO

Published in: on ottobre 16, 2018 at 07:47  Lascia un commento  

Leggerezza

La leggera profondità
Della vita mi fa
Ridere forte l’anima,
Mi fa capire che
Molto poco ha importanza,
L’ adesso, l’amarci, l’abbraccio,
Il silenzio pieno di parole,
Il sole che scalda la pelle,
Il cuore che batte a un buon ritmo.

Piera Grosso

Published in: on ottobre 16, 2018 at 07:45  Comments (6)  

Non c’è pace

Chiacchiericcio di passerotti,

ciangottii di cince lontane

I merli fischiano infastiditi

In volo tortore impazzite

È quanto odo dal mio balcone

lo sguardo puntato verso l’alto.

Circolare il volo d’un gheppio

nitido si staglia all’orizzonte.

Per i poveri angeli piumati

non c’è pace neppure in cielo.

 

Danila Oppio

Published in: on ottobre 16, 2018 at 07:43  Comments (5)  

Mal umore

Credi forse

che il fermarti a raccontare

risani

l’opacità della palude?

 

Il rospo

gracida e salta

quando ancora

non ha pronto il pranzo.

 

Passato da poco

mezzogiorno.

 

Claretta Frau

Published in: on ottobre 16, 2018 at 07:35  Comments (2)