Clown

Ogni sera da tempo
mi offro come servitore
delle solitudini
truccato divento dileggio
malinconia vestita pagliaccio

Termina lo spettacolo
e lo spettatore se ne va…..
ancora sorride

Dinnanzi a uno specchio
elimino il falso mio mostrare
eccomi ….
osservo e vedo occhi
pieni di amarezza

Marcello Plavier

Published in: on ottobre 23, 2018 at 07:30  Comments (3)  

Scena finale

ESCENA FINAL

He dejado la puerta entreabierta
soy un animal que no se resigna a morir

la eternidad es la oscura bisagra que cede
un pequeño ruido en la noche de la carne

soy la isla que avanza sostenida por la muerte
o una ciudad ferozmente cercada por la vida

o tal vez no soy nada
sólo el insomnio y la brillante indiferencia de los astros

desierto destino
inexorable el sol de los vivos se levanta
reconozco esa puerta
no hay otra

hielo primaveral
y una espina de sangre
en el ojo de la rosa

§

Ho lasciato la porta mezza aperta
sono un animale che non si rassegna a morire

l’eternità è l’oscura cerniera che cede
un piccolo rumore nella notte della carne

sono l’isola che avanza sostenuta dalla morte
o una città ferocemente accerchiata dalla vita

o forse non sono nulla
solo l’insonnia
e la brillante indifferenza degli astri

deserto destino
inesorabile il sole dei vivi si alza
riconosco quella porta
altra non c’è

ghiaccio primaverile
e una spina di sangue
nell’occhio della rosa

BLANCA VARELA

Published in: on ottobre 23, 2018 at 07:25  Comments (2)  

Notte di attesa

questa notte

il cielo

è avaro di stelle

e la luna con strisce nere

copre il suo corpo

 

fioche luci di lampioni

occhieggiano a strade

scomparse nel buio

 

la chiesa sconsacrata

innalza la sua facciata

in solitudine

 

tutto tace

nel corridoio della corsia

si sentono

solo passi lontani

e i lamentii

che sfuggono alla preghiera

 

l’ansia dell’attesa

soffoca

… domani è vicino

e

il bisturi fa paura

 

Giovanni De Simone

Published in: on ottobre 23, 2018 at 07:14  Comments (5)  

L’onda del mare

Dovrei affondare il mio sentire
in un mare profondo
per ciò che provo,
per il mio essere o esserci,
semplicemente.
Dovrei strillare al mondo intero
che TUTTO
è favola di abissi
tra l’amore e l’amare.
Il mondo è come
un vortice tempestoso
arricchito dall’incessante rumore
delle onde
che arrivate a riva
si sgretolano sulla distesa di sabbia
spruzzando tutti gli stati d’animo
in granelli cristallini
scrosciando e rumoreggiando:
tuona la confusione.
Diluvia la mia coscienza.

Glò

Published in: on ottobre 23, 2018 at 07:01  Lascia un commento