Silenzio arcano

Sono assente

questa sera

in un silenzio arcano

profanato da stridori

improvvisi

M’allontano nell’altrove

fra ombre di dubbi

immerse in una musica

che non ascolto

M’accompagnano

fili di pioggia

come carezze

di un cielo che m’ama

e non mi conosce

Scendo in queste scale

e mi pare una salita

 

Gavino Puggioni

Published in: on ottobre 30, 2018 at 07:20  Comments (1)  

Fono-simbolismo autunnale

Il vento fischia e soffia

Imperioso sulle foglie

Accartocciate

Abbrunate dal freddo.

Infierisce

Le vuol martoriare

Che malasorte!

Ed erano già morte.

Le spazza via

Stizzoso

Quasi volesse

Annientarle.

Paiono poesie

Scarabocchiate

Su fogli appallottolati,

Con gesto rabbioso

gettati

Nel già colmo cestino

Della carta straccia.

 

Danila Oppio

Published in: on ottobre 30, 2018 at 07:18  Comments (6)  

Mi trema il cuore

Ciò che rimane

del disegno distratto di brina

lungo la via dell’alba

nel cielo che s’empie di rosa.

Il sole è un miele tra i rami

ha specchi cangianti

da riva a riva il lago.

Tutt’intorno

l’abbraccio dei monti sfavillanti di neve

– mi trema il cuore –

 

astrofelia franca donà

Published in: on ottobre 30, 2018 at 07:11  Comments (2)  

Pensiero volpe

THE THOUGHT-FOX

I imagine this midnight moment’s forest:
Something else is alive
Beside the clock’s loneliness
And this blank page where my fingers move.
Through the window I see no star:
Something more near

Though deeper within darkness
Is entering the loneliness:

Cold, delicately as the dark snow,
A fox’s nose touches twig, leaf;
Two eyes serve a movement, that now
And again now, and now, and now

Sets neat prints into the snow
Between trees, and warily a lame
Shadow lags by stump and in hollow
Of a body that is bold to come

Across clearings, an eye,

A widening deepening greenness,
Brilliantly, concentratedly,
Coming about its own business

Till, with a sudden sharp hot stink of fox

It enters the dark hole of the head.

The window is starless still; the clock ticks,

The page is printed.

§

Immagino la foresta di questo momento di mezzanotte:
altro è vivo
oltre la solitudine dell’orologio
e questa pagina bianca dove si muovono le mie dita.

Attraverso la finestra non vedo stelle:
qualcosa più vicino
sebbene sia più profonda entro l’oscurità
sta penetrando la solitudine:

freddo, delicatamente come la neve scura,
il naso di una volpe tocca un ramoscello, una foglia;
due occhi servono un movimento che adesso
e ancora adesso e adesso e adesso

depone chiare tracce sulla neve
tra gli alberi, e cautamente un’ombra
storpia si trascina tra ceppi e nell’incavo
di un corpo che ha l’audacia di giungere

attraverso radure, un occhio,
un verde fondo e dilatato,
brillante e concentrato,
che se ne viene per i fatti suoi
sino a che, con improvviso acuto caldo puzzo di volpe
non penetri la buca nera della testa.
Ancora senza stelle è la finestra; batte l’orologio,
la pagina è tracciata.

TED HUGHES

Published in: on ottobre 30, 2018 at 06:52  Lascia un commento