Da un lago svizzero

Mia volpe, un giorno fui anch’io il “poeta
assassinato”: là nel noccioleto
raso, dove fa grotta, da un falò;
in quella tana un tondo di zecchino
accendeva il tuo viso, poi calava
lento per la sua via fino a toccare
un nimbo, ove stemprarsi; ed io ansioso
invocavo la fine su quel fondo
segno della tua vita aperta, amara,
atrocemente fragile e pur forte.
Sei tu che brilli al buio? Entro quel solco
pulsante, in una pista arroventata,
àlacre sulla traccia del tuo lieve
zampetto di predace (un’orma quasi
invisibile, a stella) io, straniero,
ancora piombo; e a volo alzata un’anitra
nera, dal fondolago, fino al nuovo
incendio mi fa strada, per bruciarsi.

EUGENIO MONTALE

Published in: on novembre 15, 2018 at 06:55  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. Grazie Max!Piera

    • Grazie
      Tinti

  2. Grazie Max.Piera

  3. L’ha ribloggato su Antonino Schiera Riflessioni d'Autoree ha commentato:
    Da un lago svizzero – Eugenio Montale


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