Pervinca

So perché sempre ad un pensier di cielo
misterïoso il tuo pensier s’avvinca,
sì come stelo tu confondi a stelo,
vinca pervinca;

io ti coglieva sotto i vecchi tronchi
nella foresta d’un convento oscura,
o presso l’arche, tra vilucchi e bronchi,
lungo la mura.

Solo tra l’arche errava un cappuccino;
pareva spettro da quell’arche uscito,
bianco la barba e gli occhi d’un turchino
vuoto, infinito;

come il tuo fiore: e io credea vedere
occhi di cielo, dallo sguardo fiso,
più d’anacoreti, allo svoltar, tra nere
ombre, improvviso;

e il bosco alzava, al palpito del vento,
una confusa e morta salmodia,
mentre squillava, grave, dal convento
l’avemaria.

GIOVANNI PASCOLI

Published in: on novembre 28, 2018 at 07:31  Comments (2)  

Crescita

Cucio malinconie
tra le crescenti
paure dei tempi.
I giorni migliori
dovranno ancora
venire
calpestati dai passi
dell’oggi
dove vivono potenzialità
sonnolente…
e solo lo scroscio vivace
dell’indefinito
può far nascere
il tocco intimorito
di attestate
verità interiori. 

Glò

Published in: on novembre 28, 2018 at 07:24  Comments (1)  

Doble pensamiento

Dovrei tornare
indietro
dicono altri
dovrei tornare
per partire avanti

Perché indugio
nel desiderare
ciò che il mondo
mi offre

Ecco si devo
decidermi
devo partire avanti
dimenticando
per non tornare indietro

Tinti Baldini e Marcello Plavier

Published in: on novembre 28, 2018 at 07:20  Comments (1)  

Siamo ben nati nudi

Siamo ben nati nudi, per via di verità
o per calibrazione di Dio.
Per dire il meglio, spogliati dalle nostre paure
dai deliri, con cui ci trasciniamo via l’ombra
anche di notte.
Siamo ben nati nudi, è così che ritroviamo
la tetta dell’origine e l’argento della voce.
Siamo ben nati nudi e risorgeremo tali
come la polpa del frutto, come il grano
divelto dal suo guscio di resistenza vana.
Risorgeremo persa ogni cosa, immateriali
la bruma sullo stagno sarà la nostra casa
l’amore uscito bene di bocca il suo romanzo.
Siam ben nati nudi, lo ricordiamo, ora
che dentro il buio siamo celesti, suono puro
pesanti e pronti a volare via, becco di giunco.
Siamo ben nati nudi, sgraziati, un poco curvi
ma abbiamo per le mani le vele dei vascelli
il legno sotto i piedi delle soffitte in cielo.
E somigliamo agli alberi all’alba, tutti uguali
diversi fino al sangue di scorza
sogni vivi.

Massimo Botturi

Published in: on novembre 28, 2018 at 07:16  Comments (1)