Nulla di ciò che accade e non ha volto

Nulla di ciò che accade e non ha volto
e nulla che precipiti puro, immune da traccia,
percettibile solo alla pietà
come te mi significa la morte.
Il vento ricco oscilla corrugato
sui vetri, finge estatiche presenze
e un oriente bianco s’esala
nei quadrivi di febbre lastricati.
Dalla pioggia alle candide schiarite
si levano allo sguardo variopinto
blocchi d’aria in festevoli distanze.
Apparire e sparire è una chimera.
E’ questa l’ora tua, è l’ora di quei re
sismici il cui trono è il movimento,
insensibili se non al freddo di morte
che lasciano nel sangue all’improvviso.
Loro sede fulminea è qualche specchio
assorto nella sera, ivi s’incontrano,
ivi si riconoscono in un battito.
Sei certa ed ingannevole, è vano ch’io ti cerchi,
ti persegua di là dai fortilizi,
dalle guglie riflesse negli asfalti,
nei luoghi ove l’amore non può giungere
né la dimenticanza di se stessi.

MARIO LUZI

Published in: on novembre 30, 2018 at 07:42  Comments (1)  

Ascoltare

Essenziale è l’ascolto,

viepiù dell’eloquenza.

Ma non bastan le orecchie,

ci vuole cuore e mente

e la bocca tua silente,

mentre l’altrui dire

guardi negli occhi.

Se enuncerà tormenti,

non giudicarli, aspetta!

Forse colui che parla

già giudica sé stesso,

e per sgravar l’angoscia…

vuole solo una mano

che lo accompagni.

 

Alberto Baroni

Published in: on novembre 30, 2018 at 07:19  Comments (1)  

Nuovo amore

rifugiarsi nell’amore
per dimenticare l’amore
dalle bianche ali sanguinanti
che in silenzio
sempre più si allontana
nella notte senza luna
sul campo del dolore
il tempo
screziato d’ombra
serenamente
raccoglie i suoi sospiri
e li veste di sole
la rosa appassita
è solo un ricordo

Giovanni De Simone

Published in: on novembre 30, 2018 at 06:59  Comments (6)  

Tornerò

Quando potrò

tornerò da te, mare

a visitare le membra del sale che brucia l’ibrido

Mondo liquido

soliloquio spiritual della speranza

scorri tra le torri del sole—–piccante

Il vento corona moti estasiati

Onda impulsiva

il vigore d’amore è il tuo motto

appoggi gusci di conchiglie tra le dune

quando accarezzi la gioia in barlume

la tua botte fruttifera esala al firmamento

notti pacate a venire.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on novembre 30, 2018 at 06:55  Lascia un commento