Occhiali

Mi sono riadattato agli occhiali (che la patente, a me, rende obbligati, ormai,
in un paio solo di giorni: vedo tutto più netto: (ma niente mi è, per questo,
diventato migliore, in verità: un semaforo è sempre un semaforo, un marciapiede
è un marciapiede: e io sono sempre io, così)
(quanto al doloroso senso di capogiro,
vaticinato, con l’emicrania, da un Istituto Ottico di corso Buenos Aires, al quale
mi sono rivolto, questa volta, l’ho sperimentato e l’ho superato): (l’oculista
affermava che, con il tempo, io mi ero costruito una mia rappresentazione arbitraria
della realtà, adesso destinata, con le lenti, a sfasciarsi di colpo):
e ho potuto
sperare, per un attimo, di potermi rifare, a poco prezzo, una vita e una vista)

EDOARDO SANGUINETI

Published in: on gennaio 3, 2019 at 07:33  Lascia un commento  

Rosa, giglio…

Rosa, giglio, amarena,
non penso altri colori
che quelli dei tuoi fiori
nella tua estate piena.

Rosa la pelle fresca,
giglio il candor dei denti
gli alveoli sorridenti
nella bocca di pesca,

amarena il tuo labbro
che ricorda le viole,
il colore del sole
al tramonto: cinabro.

L’ebano dei capelli
mette in cornice il viso,
fa brillare il sorriso
nato negli occhi belli

e sognante virtù
invade le mie vene;
amo queste catene
che non si sciolgon più.

Santi Cardella

Published in: on gennaio 3, 2019 at 07:32  Lascia un commento  

Federico Garcia Lorca

Fate cantare ‘sti muri, ve ne prego
ché incudine è il silenzio
e le mie storie ferro.
Fate cantare finestre e girasoli
i morti nella terra tra cento passi e il treno;
lasciate entrare il vento nelle mie ossa cave
il dubbio e la certezza d’avere anch’io due foglie
due gemme aristocratiche che s’aprono a stagione.
Lasciate che s’immoli per me quest’agonia
di sassi e di letame seccato, di fossati
pieni di piedi e ginocchia, di ragazzi
che ora hanno imparato ad amarsi.
Fate largo
A quello che sarà la mia vita, da qui a luce
da qui alle terme bionde del miele, da qui
a Dio.

Massimo Botturi

Published in: on gennaio 3, 2019 at 07:23  Comments (2)  

Mani incerte sposano

i petali dei fiordalisi
illusi
da primavere
oramai lontane
dalla soglia della mia porta.
A cuore nudo
abbiamo celebrato
gli agghiaccianti lapilli
che scendono vulnerabili
da i nostri occhi
Mai è stato cosi,
teneramente unico
il pianto delle stelle
che spiano
le nostre orme
i nostri silenzi,
sussurrati
timidamente…
Mai, cosi, impregnato di te
è stato
l’orizzonte,
dipinto nei tuoi occhi
e nelle tue mani

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 3, 2019 at 07:22  Comments (1)