Visione

Tu immobile di fronte al mare
Con lo sguardo perduto oltre i confini
Attendi
Nel cielo colorato
Per te
Sfrecciano gabbiani ed aironi

Se tu mi chiami
Mi accorgerò dì esistere
Sentirò il sangue pulsare
E finalmente potrò raccogliere
Il tuo sguardo che segna
Il sentiero verso le tue labbra

Lo percorro è tumido
Bagliori escono dalle tue labbra
Ed io mi confondo
Col volo degli uccelli lontani
E ti bacio

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 22, 2019 at 07:16  Comments (2)  

Simon e Marina

… e noi siamo qui,

affacciati ad una finestra che dà

su un orizzonte inaspettato sempre.

Ed è pura bellezza, calma armonia,

che ci cattura il guardo e insieme il cuore.

Abbiamo messo da parte i pezzi del nostro

“Meccano” che andranno insieme

a fatica e l’anima sarà speranza inevasa.

 

Invece lì, la perfezione c’è, della reciproca

creazione: sì che Simon ha dato seconda

vita alla sua mamma,

e Marina, nutrita di attesa e sacrificio

passione e competenza ha messo

in un insieme ordinato,

cellule e spirito, carne ed anima.

 

Chiudiamo piano la finestra, senza

rumore, che il silenzio nostro

è un dovere.

 

Carlo Baldi

Published in: on gennaio 22, 2019 at 07:14  Comments (3)  

D’autunno

DE OTOÑO

Yo sé que hay quienes dicen: ¿por qué no canta ahora
con aquella locura armoniosa de antaño?
Ésos no ven la obra profunda de la hora,
la labor del minuto y el prodigio del año.

Yo, pobre árbol, produje, al amor de la brisa,
cuando empecé a crecer, un vago y dulce son.
Pasó ya el tiempo de la juvenil sonrisa:
¡dejad al huracán mover mi corazón!

§

So che dicono alcuni: perché non canta ora
più con quella pazzia armoniosa d’un tempo?
Non vedono il lavoro profondo delle ore,
l’opera del minuto e il prodigio dell’anno.
Povera pianta, detti, movendomi la brezza,
quando ancora crescevo, un vago e dolce suono.
E’ passato ormai il tempo del giovanile riso:
lasciate l’uragano agitare il mio cuore!
.
RUBÉN DARIO
Published in: on gennaio 22, 2019 at 07:02  Comments (2)  

Quando l’alba ritorna

riprendo il viaggio della vita
sorprese non ho a mirare
il moto perpetuo del mare
carezzo con lo sguardo
l’onda scomposta
ricompongo la sabbia
in granelli confusi
sul fondo…
Risalgo in superficie
l’ossigeno non basta
eppure respiro
finché nell’aria
sia possibile non morire
m’immergo nel mare
di luce emersa dall’onda
il capo reclino
mi lascio trasportare…

Antonietta Ursitti

Published in: on gennaio 22, 2019 at 06:56  Comments (1)