Quel lontano dì a Mauthausen

Fredda mattina di un inverno
ancora scorrevan le acque
del Danubio ma non più fumavan
i camini quelle ossa bruciate
tormentate carni gemiti
di anime belle e da orridi
fumi in cielo trasportate
e lì sul piazzale di quel
sacrario che di bestial
e non umana crudeltà fa qui
Memoria difficil fu per me
affrontare quei gradini gambe
pesanti come di piombo fuso
che più non volevano avanzare
occhi che non volevano vedere
oggi nel ricordo d’allora
lì veloce corre la mente
e a quelle belle anime innocenti
morte volge commosso il mio pensiero

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 6, 2019 at 07:17  Comments (2)  

Il cielo è uguale ovunque

Il cielo è uguale ovunque

come il mare,

il sangue rosso ha per tutti

lo stesso giro,

e le ossa bianche sotto la pelle,

gli occhi hanno colori di terra

di mare e sabbia,

per tutti la stessa rabbia a volte,

uguale la composizione delle cellule,

siamo noi imperfetti umani

che notiamo differenze

ignorate dalle stelle.

 

Maria Attanasio

Published in: on febbraio 6, 2019 at 07:15  Comments (1)  

L’odio 2

Un nemico è morto
forse due
non son sicuro
fuori è tanto scuro  
corna di bue!
sono attento
cammino corto.
Bel sentimento d’odio
illanguidisce le livide ferite
ecchimosi cutanee da cadavere
d’assurdo color del cielo nero.
Sul taglio stendo Dio
qual iodio asettico vermiglio
sulle dita guardo la caduta dell’impero
di quel pensiero che mi fa eterno
in un lungo inverno
che scalda il cuore
che sotto la neve non duole.
Oggi ho pianto
e domani piangerò
nessuno è morto
nessuno morirà
nel bianco, viole.
Dio è risorto
ne sento il canto
sento l’acuire del dolore
fa buio
non ci vedo lo sento non si vede
chiudo occhi e casa
prima che d’amor di Dio sia invasa.
Voglio il Male
lo salverò
depurato d’aceto e sale
aspetto
l’odio mi fa forte
mi regala l’Inferno
e le mie prede.

Enrico Tartagni

Published in: on febbraio 6, 2019 at 07:09  Lascia un commento  

Sera di San Lorenzo

Mi rialzo alle colline
(Così lustre di pula lenta nel soffio d’agosto).
Silvestro, dolce amico, mi rassegni
D’ogni cosa trascorsa, dell’usura
Che fa liscia la pietra sopra il grano,
E una foglia mi porgi sulla mano
Generosa. Nel torpido alone
Della giovane luna ti chiudi
E parli tante allegrie.
Fresco il vento sugli occhi si avviva
E rintoccano i sonagli alle vette.
Sono luci di San Lorenzo
Le fole che vidi ardere: tu ridi
Se penso la fila lunga
Di formiche che bruci.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on febbraio 6, 2019 at 06:55  Lascia un commento