Se soltanto sapessi

WENN ICH NUR WÜßTE

Wenn ich nur wüßte,
Worauf dein letzter Blick ruhte.
War es ein Stein, der schon viele letzte Blicke
Getrunken hatte, bis sie in Blindheit
Auf den Blinden fielen?

Oder war es Erde,
Genug, um einen Schuh zu füllen,
Und schon schwarz geworden
Von soviel Abschied
Und von soviel Tod bereiten?

Oder war es dein letzter Weg,
Der dir das Lebewohl von alien Wegen brachte
Die du gegangen warst?

Eine Wasserlache, ein Stück spiegelndes Metall,
Vielleicht die Gürtelschnalle deines Feindes,
Oder irgend ein anderer, kleiner Wahrsager
Des Himmels?

Oder sandte dir diese Erde,
Die keinen ungeliebt von hinnen gehen läßt
Ein Vogelzeichen durch die Luft,
Erinnernd deine Seele, daß sie zuckte
In ihrem qualverbrannten Leib?

§

Se soltanto sapessi
cosa hai guardato sul punto di morte
un sasso, che aveva già bevuto
molti sguardi estremi, un cieco sasso
meta di altri sguardi ciechi?

Oppure terra, sufficiente
a riempire una scarpa
e già annerita
da tanto addio
e tanta volontà omicida?

O era forse il tuo ultimo cammino
che ti portava il saluto di tutti i cammini
da te percorsi?

Una pozza d’acqua,
un pezzo di metallo luccicante,
forse la fibbia addosso al tuo nemico,
o un altro presagio impercettibile dal cielo?

O forse questa terra
che non congeda nessuno senza amore
ti ha parlato col volo di un uccello
ricordando alla tua anima di quando palpitava
nel corpo riarso dai tormenti?

NELLY SACHS

Published in: on marzo 6, 2019 at 07:25  Comments (1)  

Er posto fisso

C’era ‘na vòrta…e adesso ce n’è meno
ch’è un meno che côr tempo aumenterà
finché propio der tutto sparirà
-er Posto Fisso -…diventato…osceno…

Saranno guai sortanto a nominàllo!
Na legge! Ce starà pe garantìllo!
Che manco lo potranno mai capìllo
li giòveni…e figùrate a cercàllo…!…

Saranno le…”generazzioni senza”…
Che, nun sapènno, nu lo cercherànno,
ché manco a scòla je ne parlerànno…
pe via de na forzata reticenza!…

È stato er sogno che cià preso a tutti
e prima o poi a tutti s’è avverato
-o guasi -…Ma un giorno fu dichiarato
fòri-legge…aprènno a tempi brutti…

Senza più er bèr sogno…Pòri regàzzi!…
Però ner diènne-a sta inciso a fòco,
e certo riciccerà…a poco, a poco…
senza mostràsse…pe n creà imbarazzi…

Si sentiranno addosso na stranezza
li giovinòtti, senza na raggione
si nun sarà pe amore, n c’è quistione:
quer sogno è! che … a ffà er morto…n ce s’avvezza!

Armando Bettozzi

Published in: on marzo 6, 2019 at 07:16  Lascia un commento  

Miagolii

I miagolii
si uniscono
in consiglio

Sui rami
abbronzati
nelle tegole dei tetti

Mentre le ore dell’afa
oziano
nell’ombra degli alberi

All’autunno
conto renderenno
le foglie seccate
precocemente

 

Anileda Xeka

Published in: on marzo 6, 2019 at 07:12  Comments (1)  

Eredità

Nel nostro totale eppur vivo isolamento,

siam pur uniti come boschivi alberi.

I rami s’abbracciano, le invisibili radici

tra loro avvinte, cercano nutrimento

del sottosuolo le celate ricchezze.

Le foglie cadute in stagione autunnale,

tra loro confuse, ricamano tappeti fruscianti

sotto, degli uomini, i passi pesanti.

Funghi e vermi ciberanno, marcescenti,

e altri giovani alberi dai semi germogliati.

Distese a terra come soldatini al fronte.

staccate dalle nostre propaggini sfibrate.

Sotto le nostre antiche e stanche fronde

nasceranno nuovi esseri e opere feconde

Come schiumose e inarrestabili onde

e nuove vite giungeranno alle sponde.

Nella nostra totale eppur viva solitudine

il cui destino è l’indesiderata morte,

il nostro futuro è dell’umanità la sorte

che si spera preservi ogni nostra eredità.

 

Danila Oppio

Published in: on marzo 6, 2019 at 07:10  Comments (2)