Ancora

Chissà quante cose ancora
non sappiamo,
quanti misteri ancora
agiteranno l’animo umano,
quanto ancora dovremo soffrire
per finalmente scoprire
che nulla siamo
(ma già lo sappiamo)
che polvere siamo
dell’Universo sconosciuto.
E forse mai sapremo
cos’è l’Universo.
Numeri, idee, ipotesi
ancora ancora ancora
fino alla notte dei secoli.
Godiamoci la luce
ora
ché il buio inerte
ci attende.

Nino Silenzi

Published in: on maggio 4, 2019 at 07:49  Lascia un commento  

Anchilosanti perplessità

Guardami dio vedi come sono stanco
sfinito all’infinito dalla tua solitudine che non ascolti
ho perplessità anchilosanti la mia mente su di te
perchè ancora non capisco le tue accuse
e dal tuo esordio o mio dio stai serrato nel tuo carcere celeste
sospeso dall’umanità
m’hai stancato di preghiere e assoluzioni
e quel che hai detto io l’ho già letto
e se io ti chiedo: “qual’è il tuo segno?”
tu mi rispondi: “il mio segno sei tu”.
Credimi dio sono stanco d’implorare la tua pietà onnipotente.

Enrico Tartagni

Published in: on maggio 4, 2019 at 07:43  Lascia un commento  

Sopra di me le Alpi

ABOVE ME THE ALPS

Above me are the Alps,
⁠The Palaces of Nature, whose vast walls
⁠Have pinnacled in clouds their snowy scalps,
⁠And throned Eternity in icy halls
⁠Of cold Sublimity, where forms and falls
⁠The Avalanche—the thunderbolt of snow!
⁠All that expands the spirit, yet appals,
⁠Gather around these summits, as to show
How Earth may pierce to Heaven, yet leave vain man below.

§

Sopra di me stanno le Alpi,
i palazzi della Natura, le cui immense pareti
lanciano tra le nubi pinnacoli coperti di neve,
e l’Eternità troneggia nelle caverne gelate
di fredda sublimità, dove si forma e cade
la valanga – la saetta di neve!
E tutto ciò che lo spirito emana
si raccoglie intorno a queste sommità,
per mostrare come la terra
possa toccare il cielo
lasciando in basso l’uomo
con la sua meschina superbia.

GEORGE GORDON BYRON

Published in: on maggio 4, 2019 at 07:42  Comments (2)  

La mia primavera

Dopo tanta strada

eccomi qui

finalmente,

a chiamare il tempo

col suo nome.

L’orizzonte si è accorciato

ma il cielo si apre.

Una cinciallegra

mi chiama col suo verso,

Un neonato ride felice

nel mio cuore.

 

Sandro Orlandi

Published in: on maggio 4, 2019 at 07:41  Comments (5)