A tutti i poeti suicidi

Fantasmi si agitano su spiagge isolate.

Il mormorio del mare fa da controcanto
a versi lasciati a metà.

Versi che cantano il male di vivere
fatto di venti che corrodono dentro
e di spuma di mare agitata di scogli.

Versi dispersi in orme di terra,
sandali vuoti di nidi d’uccelli,
gli occhi non più adatti a sognare.

Versi che si piangono addosso
tutto il male del mondo
ma non sanno rammendare bandiere
né reti a strascico
con qualche residuo d’umanità.

Versi senza il rovescio della medaglia,
lasciati a metà
per non scavare ancora
negli interrogativi senza perché.

Lorenzo Poggi

 

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Published in: on maggio 7, 2019 at 07:37  Comments (3)  

Mano di mamma

Forte s’avverte
nell’umida sera
un flebile singulto
di un animo in pena.

Ma subito una mano
di donna si posa
su quel viso piangente
una mano delicata
di petalo di rosa
come solo una mamma
può avere.

Si smorza pian piano
quel singulto e negli occhi
un tenue sorriso compare.

Sandra Greggio

Published in: on maggio 7, 2019 at 07:27  Comments (10)  

Innamorarsi

E’ così che è cominciato
il fascio dei capelli mi ricordava il fieno
il collo nudo venti bottiglie
là in cantina, settembre di quel buono
pigiato di gran lena.
E una pagliuzza fragile all’occhio
i mandarini, e i fianchi prepotenti
in grembiuli taglia in meno.
Così ho voltato piedi e manubrio, la mia sciarpa
il gallo che cantava tre volte.
E ti ho veduta
ti ho scritta nella testa come un piacere antico
un lavatoio donne che cantano, un sapone.
E’ cominciato come una nave ancora in porto
il rombo del motore che annuncia caldo ai pesci
il verde alla ciliegia che timida m’implora
il sole pettinato di maggio.
Il succo in bocca, del tamarindo e poi dell’anguria
ed ero un altro.

Massimo Botturi

Published in: on maggio 7, 2019 at 07:18  Lascia un commento  

La casa di Mara

La casa di Mara è una piccola stanza di legno,
a lato un cipresso l’adombra nel giorno.
Davanti vi corrono i treni.
Seduta nell’ombra dell’alto cipresso sta Mara filando.
La vecchia ha cent’anni.
E vive filando in quell’ombra.
I treni le corron veloci davanti
portando la gente lontano.
Ell’alza la testa un istante
e presto il lavoro riprende.
I treni  mugghiando
s’incrocian dinanzi alla casa di Mara volando.
Ell’alza la testa un istante
e presto il lavoro riprende.

ALDO PALAZZESCHI

Published in: on maggio 7, 2019 at 07:04  Comments (1)