Scogli

Si frangon l’onde
e un lieve vento
carezza il viso.
Torna ricordo
d’un sensual profumo,
di labbra il salso…
… rosse…
…e perdute.

Piero Colonna Romano

Published in: on maggio 10, 2019 at 07:47  Comments (9)  

I due principi

LOS DOS PRINCIPES

El palacio está de luto
Y en el trono llora el rey,
Y la reina está llorando
Donde no la pueden ver:
En pañuelos de holán fino
Lloran la reina y el rey:
Los señores del palacio
Están llorando también.
Los caballos llevan negro
El penacho y el arnés:
Los caballos no han comido,
Porque no quieren comer:
El laurel del patio grande
Quedó sin hoja esta vez:
Todo el mundo fue al entierro
Con coronas de laurel:
–¡El hijo del rey se ha muerto!
¡Se le ha muerto el hijo al rey!

En los álamos del monte
Tiene su casa el pastor:
La pastora está diciendo
“¿Por que‚ tiene luz el sol?”
Las ovejas, cabizbajas,
Vienen todas al portón:
¡Una caja larga y honda
Está forrando el pastor!
Entra y sale un perro triste:
Canta allá adentro una voz–
“Pajarito, yo estoy loca,
Llévame donde él voló!”:
El pastor coge llorando
La pala y el azadón:
Abre en la tierra una fosa:
Echa en la fosa una flor:
–¡Se quedó el pastor sin hijo!
¡Murió el hijo del pastor!

§

Il palazzo è in grave lutto

e sul trono piange il re.

La regina sta piangendo

dove nessuno la può vedere.

In fazzoletti di tela fina

piangono il re e la regina.

I signori del palazzo

stanno piangendo anche loro.

I cavalli portano neri

pennacchi come le briglie.

I cavalli non hanno mangiato

perchè non vogliono mangiare.

L’alloro del grande cortile

è restato coi rami spogli

perchè al funerale tutti

portavano corone di foglie.

Il figlio del re è morto.

È morto il figlio del re.

Tra i boschi, là sul monte

ha la sua casa il pastore.

Sua moglie sta chiedendo

“Ma perchè brilla oggi il sole?”

Le pecore a testa china

vanno tutte vicino alla porta.

È una cassa lunga e profonda

che sta foderando il pastore.

Entra ed esce un cane triste

e canta là dentro una voce

“Passerotto io sto impazzendo”

portami dove lui è volato!”

Il pastore piangendo

prende la pala e il piccone,

apre una fossa nel suolo

e vi getta dentro un fiore.

Il pastore non ha più suo figlio:

è morto il figlio del pastore.

 

JOSÉ MARTÍ

Published in: on maggio 10, 2019 at 07:23  Lascia un commento  

Il sapore delle tue labbra

Non ho conosciuto
Il sapore delle tue labbra
Il canto delle tue mani
Passare sulle colline
Nei boschi e nelle valli
Sfiorare conchiglie
Grotte e fiori umidi
Ho solo immaginato
I ritmi dei tuoi respiri
Il soffio caldo all’orecchio
I suoni di mare senza parole
Lo sprofondare negli abissi
Immensi delle acque buie
E le luci dolci e violente del cielo
Il gorgogliare dell’acqua nella gola
Quando lo sperdimento è totale
Il turgore del tuo fiore caldo
La schiuma quando l’onda
Esplode densa nel mio palmo
Ho sentito per un attimo
il caldo della tua pelle
sulla punta delle mie labbra

azzurrabianca

Published in: on maggio 10, 2019 at 06:59  Comments (1)  

Caos

Non chiamarla bugia!

L’immagine riflessa nello specchio
È solo un immagine guardato a rimando
Un libro aperto sul vecchio scrittoio
scritto in latino e letto in arabo

Non chiamarla verità!

Lo sgretolarsi della goccia sul vetro
Sabbia che memoria non ha di se
Sputarlo altrove, vorrebbe
rimasto tra i denti, l’ultimo granello

Non chiamarla verità, ne bugia!

Il mare oltre l’orizzonte è oceano
Oltre il filo spinato che gli occhi
Ti serra, drappi di smeraldo accecano
E ti squarciano l’anima

Se due ali non hanno, manco esisterebbero
Gli angeli, se non ci fossero i demoni
Dunque, usa i contrari per chiamarli
Non ti basterà un solo nome

Giorno e Notte
Paradiso e Inferno
Luci e Ombre

Chiamalo semplicemente uomo!

Anileda Xeka

Published in: on maggio 10, 2019 at 06:52  Lascia un commento