Addio Italia!

Questo è l’unico vero successo
d’un paese rimasto in regresso
e che crede che fare un congresso
porti il popolo a avere un…amplesso.

L’ <invasione> ne stan sobillando:
“Dai, venite! Vi stiamo aspettando!”
Nel frattempo noi stiamo sfasciando
il paese, che sta…spopolando.

Qui si vive – o si muor – (quel che sia),
di cancrenosa-burocrazia,
che nessun, mai, cacciar vuole via:
è un manicomio!…è una follia…!…

Ti stan facendo con noi ostile
-tu ch’hai insegnato al mondo lo stile! –
Pecore…spinge via dall’ovile
la tua vergogna, Italia servile!

Che maledetta sia l’opinione
di chi ti vuole…giù a pecorone.
Maledicon! Le nostre persone
spinte al lavoro in altra nazione.

Piace, per dir: “Vedete, anche noi
migranti eravamo, e ora, e poi…!
Bella Italia…ai dimenticatoi…
Vecchi…sol, buoni…pei crematoi.

Armando Bettozzi

Published in: on maggio 11, 2019 at 07:40  Lascia un commento  

La serra di Penelope

tesse il filo spinato
brava donna che lavora ai ferri_corti
fa maglie di grovigli ai mendicanti
reti di rovi per giardini
esposti al maestrale

nottetempo
sferruzza rimasugli di ricordi
_ne ha le mani ferite, il cuore un po’ di più_
per restare nel campo delle spine
legge manidifatalità
apprende l’arte del confezionare
paradossi metallici
urticanti vestaglie di lamé

Cristina Bove

Published in: on maggio 11, 2019 at 07:34  Comments (2)  

Fine

Nel tepore della luce rossa, dentro le chiuse aule dove la luce affonda uguale dentro gli specchi all’infinito fioriscono sfioriscono bianchezze di trine.
La portiera nello sfarzo smesso di un giustacuore verde, le rughe del volto più dolci,
gli occhi che nel chiarore velano il nero guarda la porta d’argento.
Dell’amore si sente il fascino indefinito.
Governa una donna matura addolcita da una vita d’amore con un sorriso con un vago bagliore che è negli occhi il ricordo delle lacrime della voluttà.
Passano nella veglia opime di messi d’amore, leggere spole tessenti fantasie multicolori, errano, polvere luminosa che posa nell’enigma degli specchi.
La portiera guarda la porta d’argento.
Fuori è la notte chiomata di muti canti, pallido amor degli erranti.

DINO  CAMPANA

Published in: on maggio 11, 2019 at 07:21  Comments (1)  

La notte non sarà capace

Distese senza tempo e senza inganno
(mi piace immaginarle prati d’erba azzurra)
che sequestrano questi occhi a lungo
per intimare lor di non curarsi
del buio che presto spegnerà il tramonto.

Fissando l’orizzonte mi confondo,
irritato ché la sua retta va sbiadendo.
Ma respiro, con energia respiro,
al pensiero che la notte non sarà capace
di smorzare i colori consegnatimi dal mare.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 11, 2019 at 07:16  Comments (1)  

Mille perchè

Qual’ è la forza che ci tiene—–che sostiene, l’immensità dello spazio?

Una ruota, come fossimo nel cerchio di hula hoop primordiale

Ruotano i mari ————ruotan terre, soli cuori, alberi, fiori

Venti solari condensano———mille atmosfere aurorali

Ci si chiede perché —-come siano possibili tali esistenze?

L’universo—————–è un grande cerchio d’amore?

o solo l’inferno di stelle che esplode——implodendo?

Forse, unicità magmatica o—sfera vitale e devastante?

Mai si saprà l’inizio, la sua fine—–si potrà forse scoprire

immergendo navicelle nei baratri———-dei buchi neri?

Faxsimili planetari sembrano, ogni volta——– toccarsi

diversificano———————————–senza mutarsi

pur distanti anni luce——–emanano aloni privi di piume

saettano—————————–tra miliardi di galassie

sassi scalpitanti————–possono scalfire ovunque

o colpire all’improvviso—————dilaniandoci.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 11, 2019 at 06:56  Lascia un commento  

La ristrutturazione

Un segnale arreda il palcoscenico,
coordina equilibri,
indice premi,
e pone ostacoli
per rendere più idonea la vittoria
dei concorrenti,
toglie persiane alle finestre
perché entri luce nella stanza,
e tocca gli inquilini
nonostante il vestito
che genitori indossano al bambino
proponga la vista dietro un velo
che copre notizie riposte
nella valigia vecchia
deformata
dagli urti contro il tempo.
O Signore
nell’officina dove ci hai impiantato
rendici il colore
di tuoi intenti
perché possiamo porre

ciascuno un sassolino
accanto ai tuoi
per la ristrutturazione del tempio.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 11, 2019 at 06:55  Comments (2)