Inaccessibile

Inaccessibile anfratto
della mente camaleontica
incide, sfregio di roccia,
la maestosa montagna
del disutile sapere.
Miniera di dubbi
neri ma lucidi
del buio che ingloba
il pensiero e lo dilania.
La verità è laggiù,
nel ventre del monte
impenetrabile alla ragione.
E il cuore ansima.

Nino Silenzi

Published in: on maggio 12, 2019 at 07:32  Comments (3)  

Per E.

Il tuo dolore

che protegge il mio dolore.

Le mie parole

nella tua voce.

Il mare che ci unisce.

La strada insidiosa

e andare comunque.

 

Maria Attanasio

Published in: on maggio 12, 2019 at 07:22  Comments (3)  

Giramondo

La notte è bella,
d’una stupita estasi d’amore.
Sola, nel buio, vedo la mia luce
sottile come pace che pervade
e tengo chiuso nel pugno del mio cuore,
i sogni lievi, come fiocchi bianchi:
sogni sfioriti prima dell’autunno
sogni appenati prima del tramonto.
La notte è bella ed io giro il mondo.
Ho sete di poesia, sete d’amore,
e cerco la fontana della pace.
Sono un poeta, poeta di ventura,
mi fermo dove c’è la fantasia
dove l’amor mi porta, dove… non so,
Ovunque il soffio dolce del tuo cuore
condurre mi vorrà senza riposo.
Anche se stanca io correrò col cuore
se le tue braccia aperte io rivedrò
nel buio della notte, tanto bella.

Giuliana Angeli

Published in: on maggio 12, 2019 at 07:04  Comments (5)  

Requiem

Ti hanno portato via all’alba,

io ti venivo dietro, come a un funerale,
nella stanza buia i bambini piangevano,
sull’altarino il cero sgocciolava.
Sulle tue labbra il freddo dell’icona.
Il sudore mortale sulla fronte… Non si scorda!
Come le mogli degli strelizzi, ululerò
sotto le torri del Cremlino.
1935, Mosca (Kutaf’ja)
Diciassette mesi che grido,
ti chiamo a casa.
mi gettavo ai piedi del boia,
figlio mio e mio terrore.
Tutto s’è confuso per sempre,
e non riesco a capire
ora chi sia belva e chi uomo,
e se a lungo attenderò l’esecuzione.
E solo fiori polverosi, e il tintinnio
del turibolo, e le tracce
chissà dove nel nulla.
E diritto negli occhi mi fissa
e una prossima morte minaccia
l’enorme stella.
Lievi volano le settimane,
quel che è stato non capisco.
Come ti guardavano, figlio,
le notti bianche, in carcere,
com’esse di nuovo guardano
con occhio ardente di sparviero,
e della tua alta croce
e della morte parlano.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on maggio 12, 2019 at 07:02  Lascia un commento