Con le mani piene di pioggia

Con le mani piene di pioggia
ho piantato margherite
negli occhi cavi d’un tronco
che racconta tragiche storie.
Le foglie t’aspettano
dietro l’angolo del vento
lasciano tracce
piene di facce segnate dal tempo.
Ma le rughe
scrivono solo di sé.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 15, 2019 at 07:42  Comments (1)  

La grandezza di Dio

GOD’S GRANDEUR

The world is charged with the grandeur of God.
    It will flame out, like shining from shook foil;
    It gathers to a greatness, like the ooze of oil
Crushed. Why do men then now not reck his rod?
Generations have trod, have trod, have trod;
    And all is seared with trade; bleared, smeared with toil;
    And wears man’s smudge and shares man’s smell: the soil
Is bare now, nor can foot feel, being shod.
And for all this, nature is never spent;
    There lives the dearest freshness deep down things;
And though the last lights off the black West went
    Oh, morning, at the brown brink eastward, springs —
Because the Holy Ghost over the bent
    World broods with warm breast and with ah! bright wings.
.
§
.
Il mondo è carico della grandezza di Dio.
Darà fiamma, come fulmine da lamina vibrata
si raccoglie a ingrandirsi, come il gocciolio d’olio
franto. Perché l’uomo ora non teme la sua verga?
Generazioni hanno pestato, pestato, pestato;
e tutto è seccato dal commercio;
oscurato, macchiato dalla fatica;
e porta chiazze d’uomo e puzza d’uomo: il suolo
è nudo ora, né sente piede, perché calzato.
Ma non per questo la natura è spenta;
vive in fondo alle cose la freschezza più cara;
e sebbene l’ultima luce dal nero occidente se ne sia andata
oh, il mattino, dall’orlo bruno d’oriente, sgorga
perché lo Spirito Santo sopra il curvo
mondo cova con caldo petto e con oh! ali di luce.
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GERARD MANLEY HOPKINS
Published in: on maggio 15, 2019 at 07:22  Comments (1)  

L’inconscio

Nell’acqua totalmente
immota e trasparente,
giace una nave, dorme in fondo al mare.

Cercando storie da recuperare
affronto l’immersione in apnea
e visito quel tacito relitto
pieno di casse, gabbie, scatoloni,
ricordi abbandonati alla marea.

Apro quella con su scritto “emozioni”
e vedo, oh meraviglia, su uno scrigno
le lettere iniziali del tuo nome
dietro le bolle del mio fiato, corto;
e mentre studio, assorto, come aprire
lo scrigno della gioia e del dolore,
debbo già risalir, mi scoppia il cuore.

Santi Cardella

Published in: on maggio 15, 2019 at 07:11  Comments (1)  

Una foto

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Una foto

vagabonda

lontana

sola

di un’età dimenticata

Forse no

come quel Monte

o quella salita

nel fango pulito

o verso quella grotta

di Fate campagnole

aduse

al profumo

della mia terra

una cento

mille foto

solo ricordi

 

luglio 2013

 

Gavino Puggioni

Published in: on maggio 15, 2019 at 07:04  Comments (2)