Il genocidio delle balene

Più non vi vedrò

dolci vaporetti

a solcare il blu

degli oceani.

Né guarderò

capriole

né sorriderò

ai guizzi

freschi e spumosi.

State morendo

ad una ad una

ogni giorno

sempre di più

con le pance colme

di plastica.

E i mari e gli oceani

apriranno

i sipari

degli abissi

ai vostri cadaveri.

 

Graziella Cappelli

Published in: on maggio 25, 2019 at 12:16  Comments (8)  

La saeta

LA SAETA

¡Oh, la saeta, el cantar
al Cristo de los gitanos,
siempre con sangre en las manos,
siempre por desenclavar!
¡Cantar del pueblo andaluz,
que todas las primaveras
anda pidiendo escaleras
para subir a la cruz!
¡Cantar de la tierra mía,
que echa flores
al Jesús de la agonía,
y es la fe de mis mayores!
¡Oh, no eres tú mi cantar!
¡No puedo cantar, ni quiero
a ese Jesús del madero,
sino al que anduvo en el mar!

§

Oh, la Saeta, il canto

al Cristo dei gitani,

sempre con sangue nelle mani,

sempre da schiodare!

Canto del popolo andaluso,

che tutte le primavere

va chiedendo scale

per salir sulla croce!

Canto della mia terra,

che getta fiori

al Gesù dell’agonia,

ed è la fede dei miei padri!

Oh, non sei tu il mio canto!

Non posso cantare nè amo

codesto Gesù del palo,

ma colui che camminò sul mare!

 

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Published in: on maggio 25, 2019 at 10:04  Comments (1)  

Quel pulviscolo di sogni

Ha risvegli di parole lucide, la pioggia

di strade lasciate a bagnarsi nella notte

mentre il cielo negli affanni delle nuvole

consuma le distanze tra i momenti più lontani

come se fosse soltanto lo schiudersi di ciglia

a misurare il tempo, o il fiato lasciato sospeso

a quella vecchia lampada sorniona con cui

ho diviso per anni la complicità dei miei silenzi.

Ritrovo in quel pulviscolo di stelle abbandonate

la lucidità del sogno tra le dune incantate del pensiero

mi perdo e mi rinnovo in quelle orme già vissute

con la carezza dei ricordi e il capriccio d’una nuova brezza

e in controluce mi lascio rimirare come fossi l’alba.

 

astrofelia franca donà

Published in: on maggio 25, 2019 at 07:38  Lascia un commento  

Vedo te

Vedo te
nel sole che sorge
nella rugiada del mattino
nel fiore che sboccia
nel sorriso di un bambino
nella carezza di un nonno
nell’abbraccio
tra un bianco e un nero.
Vedo te
nell’ombra del silenzio
nel buio della notte
nella luce della luna
nelle zolle di terra scura
nel duro lavoro dei campi
nella consapevolezza dell’onesto
e nelle noti avvolgenti di una melodia.
Vedo te
in un quadro dipinto dalla Natura
nell’imprevedibilità del destino
nel mio futuro incerto
nelle mie prossime battaglie
nelle mie sfide quotidiane
e nell’amore che ancora
riesco ad esprimere e donare
Vedo te
perché senza di te
non potrei più vedere niente ormai.

Sandro Orlandi

Published in: on maggio 25, 2019 at 07:27  Comments (4)