Buone vacanze a tutti!

Come ogni anno è il momento di salutarci per il periodo estivo, che mi auguro sia una pausa di riposo e possibilmente di svago per tutti voi. Quest’anno è stato abbastanza difficile per me: ho subito varie traversie, la salute non mi ha assistito e ancora non sono del tutto fuori dal tunnel. Ma mi consola aver ritrovato il nostro Cantiere e la vostra amicizia, e poter continuare il dialogo con voi nonostante…il destino avverso. Spero di essere puntuale ed in forma per l’appuntamento del primo settembre, quando dovrei fare ritorno con la programmazione delle vostre poesie. Nel frattempo, come da tradizione, non vi lascio completamente soli: per la serie “I luoghi del cuore” ho raccolto, una al giorno, le cartoline dei luoghi più amati dai grandi della Poesia, per farne un colorato album di vedute e suggestioni che vi terrà compagnia in questi due mesi di “astinenza” poetica. Spero che l’idea sia di vostro gradimento. Intanto vi saluto e vi auguro una splendida estate, ci vediamo in settembre (io sarò per un breve periodo dalle parti della foto…).

Il Cantiere

Published in: on giugno 30, 2019 at 08:00  Comments (14)  

Le figure dell’amore

Le figure dell’amore
contano baci innumerevoli
e corpi intrecciati
nell’ombra tiepida
di candele accese,
che tremano
ai respiri intimi e segreti.
Le figure dell’amore
salgono ai cuori
ballando emozioni di cristallo
che si infrangono come onde
negli sguardi perduti.
Le figure dell’amore
toccano i cieli infiniti delle anime,
volando attorno alle galassie
come Angeli con ali immense.
Le figure dell’amore
restano ritagliate nell’aria per sempre
per chi vuole ancora
amare domani.

Piera Grosso

Published in: on giugno 30, 2019 at 07:37  Comments (1)  

Il tempo concesso

Il tempo concesso
s’è annoiato appresso a me.

Avrebbe voluto avvoltolarsi nei rovi
e invece s’è dovuto accontentare
di parole appiccicate su specchi senza luce.

A volte se ne va in giro da solo
lasciando la mia ombra
ferma su muri di riflessioni.

Quando torna è tranquillo
tanto non è successo niente.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 30, 2019 at 07:20  Comments (1)  

Normandia

NORMANDIE

Die Bunker am Strand
können ihren Beton nicht loswerden.
Manchmal kommt ein halbtoter General
und streichelt Schießscharten.
Oder es wohnen Touristen
fur fünf verquälte Minuten –
Wind, Sand, Papier und Urin:
Immer ist Invasion.

§

I bunker sulla spiaggia
non riescono a liberarsi del loro cemento.
A volte viene un generale mezzo morto
e ne accarezza le feritoie.
Oppure vengono a dimorarvi turisti
per un tormento di cinque minuti…
Vento, sabbia, carta e urina:
è ancora invasione.

GÜNTER GRASS

Published in: on giugno 30, 2019 at 07:18  Lascia un commento  

L’incanto

Bocca di luna

sfiora i tuoi baci

color del cielo

il limpido pensiero

e di te m’incanto

amor mio

centèllino istanti

mi approprio del tempo

affinché eterno

resti l’incanto

 

Maristella Angeli

Published in: on giugno 30, 2019 at 07:12  Comments (2)  

Sul confine tra sogno e realtà

In precario equilibrio da sempre
sul confine tra sogno e realtà,
mi ostino a non staccarmi del tutto
dall’arida terra da coltivare.

Di sicuro è per questa ragione
che vado cercando speranza migliore
quella che qui impossibil si crede
solo perché non ne siamo capaci.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 29, 2019 at 07:42  Comments (2)  

Sul Monte Mario

Solenni in vetta a Monte Mario stanno
nel luminoso cheto aere i cipressi,
e scorrer muto per i grigi campi
mirano il Tebro,

mirano al basso nel silenzio Roma
estendersi, e, in atto di pastor gigante
su grande armento vigile, davanti
sorger San Pietro.

Mescete in vetta al luminoso colle,
mescete, amici, il biondo vino, e il sole
vi si rifranga: sorridete, o belle:
diman morremo.

Lalage, intatto a l’odorato bosco
lascia l’alloro che si gloria eterno,
o a te passando per la bruna chioma
splenda minore.

A me tra ’l verso che pensoso vola
venga l’allegra coppa ed il soave
fior de la rosa che fugace il verno
consola e muore.20

Diman morremo, come ier moriro
quelli che amammo: via da le memorie,
via da gli affetti, tenui ombre lievi
dilegueremo.

Morremo; e sempre faticosa intorno
de l’almo sole volgerà la terra,
mille sprizzando ad ogni istante vite
come scintille;

vite in cui nuovi fremeranno amori,
vite che a pugne nuove fremeranno,
e a nuovi numi canteranno gl’inni
de l’avvenire.

E voi non nati, a le cui man’ la face
verrà che scórse da le nostre, e voi
disparirete, radïose schiere,
ne l’infinito.

Addio, tu madre del pensier mio breve,
terra, e de l’alma fuggitiva! quanta
d’intorno al sole aggirerai perenne
gloria e dolore!

fin che ristretta sotto l’equatore
dietro i richiami del calor fuggente
l’estenuata prole abbia una sola
femina, un uomo,

che ritti in mezzo a’ ruderi de’ monti,
tra i morti boschi, lividi, con gli occhi
vitrei te veggan su l’immane ghiaccia,
sole, calare.

GIOSUE’ CARDUCCI


Published in: on giugno 29, 2019 at 07:10  Comments (2)  

Elegia del sogno

Il sogno riveste di rugiada

le stanze del cuore

accende il cielo di stelle

incanta i teneri sensi

rende chiara la notte più nera

infiamma le vene di calda speranza

rende pregevole ogni semplice idea

ravvida la torbida coscienza

rende preziosa ogni ora

nel valzer della vita.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on giugno 29, 2019 at 07:08  Comments (2)  

Sopra un albero

Se potessi vivere sopra un albero

vedrei tante cose intorno a me,

tutte quelle che sfuggono alla mia

sete di dare.

Piccoli uomini, piccole donne

e i desideri più grandi;

lontano il cielo, toccare i monti,

vedrei sorger prima il sole,

prima tramontare la notte

e poi tra il rosso delle nubi,

correre per il cielo

affogare il sole, le nubi leggere sul crepuscolo

per nascondersi nella conchiglia

della poesia

Vedrei come socchiudono gli occhi

quando volano le rondini

e a primavera sbocciare

un fiore delicato,

che d’inverno, ho tenuto, gemma,

a scaldarmi il cuore.

Ti stenderei la mano, e tu verresti

 

Giuliana Angeli

Published in: on giugno 29, 2019 at 07:00  Comments (3)  

Più di quel vecchio merlo

Un vecchio merlo nero le foglie
morte muoveva lì cadute sotto
l’albero del tiglio nel giardino
alla ricerca vogliosa di un lombrico
poi dopo tanto ma non fruttuoso
lavorio tanto deluso se ne allontanava,
agitavo io un dì smuovevo vecchie
carte appunti miei e note e fogli
nel tempo gettati in un cestone
e non dati al fuoco perché forse
poi nel tempo di possibile interesse
così oggi alla memoria un viso d’una
fanciulla del mio tempo antico mi è
tornato quel suo sorriso non dimenticato
lì in questo rigirare la preda mia
un indirizzo lì sepolto quello suo
più fortunato del merlo l’ho trovato
poi più deluso di lui mi son trovato
che nel tempo l’indirizzo era cambiato
al mittente il mio scritto ritornato

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 28, 2019 at 07:26  Comments (2)