Freddi simulacri

Tra di me leggo i miei versi d’amore
povere parole freddi simulacri d’odi
saffiche e dei melici monodici perché
a tanto è giunto l’ardir mio mi domando?
Una sola una la risposta: poco mi pareva
dir amata mia amata cara sai che t’amo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

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Published in: on settembre 12, 2019 at 07:24  Lascia un commento  

Succedono cose strane

Succedono cose strane
Lontane
Dal nostro controllo razionale
E non
Si possono spiegare
Perché ad esempio nel dormiveglia
Quell’attimo
-di cui non conosco la durata-
In cui entri in una
Dimensione di coscienza diversa
Dormivo o stavo per addormentarmi?
Dov’ero?
Perché al risveglio
Avevo un nome
Nitido nella mente
“Chander Vandaus”
Perché? Chi è? Che vuol dire?
Ho cercato su Google
Esistono entrambi
Vandaus era associato a Fisher
Forniva un elenco di nomi
Ciascuno con una serie di
Numeri telefonici criptati
Americani: Tennessee, Florida, New York e altro
Vandaus senza Fisher una squadra
O un giocatore di baseball o gioco simile
Chander invece è orientale
Proviene dall’ India
Ho trovato il titolo di un romanzo
Due o tre scrittori e un artista
Nato a New Dheli nel 1957
Mio stesso anno di nascita
Che c’entra… tutte coincidenze
Ma non capisco da dove li ho
Pescati questi nomi
Come sono arrivati nel dormiveglia
E perché li ho “sentiti” associati
Appartenenti ad una sola persona
Quale il nome e quale il cognome?
Due cognomi insieme: un indiano americano
Unite due parti diverse e distanti del pianeta
Può essere successo
È quasi certamente accaduto
Anche se non l’ho trovato
E non ho capito
Perché? Da dove viene?
Chi sono io? Cos’è l’universo?
Quali sottili energie muovono?

azzurrabianca

Published in: on settembre 12, 2019 at 07:02  Lascia un commento  

Se i poeti fossero meno stupidi

SI LES POÈTES ÉTAIENT MOINS BÊTES

 

Si les poètes étaient moins bêtes

Et s’ils étaient moins paresseux

Ils rendraient tout le monde heureux

Pour pouvoir s’occuper en paix

De leurs souffrances littéraires

Ils construiraient des maisons jaunes

Avec des grands jardins devant

Et des arbres pleins de zoizeaux

Des mirliflûtes et des lizeaux

Des mésongres et des feuvertes

Des plumuches, des picassiettes

Et des petits corbeaux tout rouges

Qui diraient la bonne aventure

Il y aurait de grands jets d’eau

Avec des lumières dedans

Il y aurait deux cents poissons

Depuis le crousque au ramusson

De la libelle au pépamule

De l’orphie au rara curule

Et de l’avoile au canisson

Il y aurait de l’air tout neuf

Parfumé de l’odeur des feuilles

On mangerait quand on voudrait

Et l’on travaillerait sans hâte

À construire des escaliers

Des formes encor jamais vues

Avec des bois veinés de mauve

Lisses comme elle sous les doigts

Mais les poètes sont très bêtes

Ils écrivent pour commencer

Au lieu de s’mettre à travailler

Et ça leur donne des remords

Qu’ils conservent jusqu’à la mort

Ravis d’avoir tellement souffert

On leur donne des grands discours

Et on les oublie en un jour

Mais s’ils étaient moins paresseux

On ne les oublierait qu’en deux.

§

Se i poeti fossero meno stupidi
Se fossero meno pigri
Renderebbero tutti felici
Per poter occuparsi in pace
Delle loro sofferenze letterarie
Costruirebbero delle case gialle
Con grandi giardini davanti
E alberi pieni di uccelli

Di zufoletti e di grandi gigli
Di cinciatristi e di capinere-allegre
Di pennacchi, di sbafatori
E di piccoli corvi rossi
Che direbbero la buona ventura
Ci sarebbero dei grandi stagni
Con luci all’interno
Ci sarebbero duecento pesci
Dai crostacei al topo d’acqua
Dalla piccola moneta al «pépamule»
Dall’aguglia al passero-scranno
Dalla navicella all’asinello
Ci sarebbe aria nuova
Profumata dall’odore delle foglie
Si mangerebbe secondo l’estro
E si lavorerebbe senza fretta
A costruire scale
Di forme non ancora viste
Con legni venati di malva
Lisci come lei sotto le dita
Ma i poeti sono molto stupidi
Essi scrivono per cominciare
Invece di mettersi a lavorare
E ciò dà loro dei rimorsi
Che essi conservano fIno alla morte
Felici di aver così sofferto
Si compensano con delle orazioni
E li si dimentica in un giorno
Ma se fossero meno pigri
Verrebbero dimenticati in due.

BORIS VIAN

Published in: on settembre 12, 2019 at 06:51  Lascia un commento