Molto chiare

Molto chiare si vedono le cose,
l’autobus già ne porta via qualcuna.
Ad uno ad uno tornano gli ultimi mesi,
il lavoro imperfetto e l’ansia,
le mattine, le attese e le piogge.

Lo sguardo è là ma non vede una storia
di sé o di altri. Non sa più chi sia
l’ostinato che a notte annera carte
coi segni di una lingua non più sua
e replica il suo errore.
È niente? È qualche cosa?
Una risposta a queste domande è dovuta.
La forza di luglio era grande.
Quando è passata, è passata l’estate.
Però l’estate non è tutto.

FRANCO FORTINI

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Published in: on settembre 17, 2019 at 07:41  Lascia un commento  

Come al calar dello stremato sole

 

 

Come al calar dello stremato sole,
l’ultima scena neutra si mostra
sul palco di quel solito teatrino
dov’è che prima ho dato e ricalcato
l’andirivieni della mia esistenza;

come al calar dello stremato sole
– se proprio stelle stentan l’accensione –
smanioso attendo i segni dalla Luna
ma a Venere nel cielo io non credo
che pur di luce di pianeta splende,

così, all’imbrunire d’entusiasmi,
malinconia d’un vespro già nascente,
divento quasi mago, mago ardito
ed alte al cielo agito le mani.

Ricerca d’energia forte mi assale
e mi dispongo all’immaturo conto
che va pagato per sentirmi meglio.

Aurelio Zucchi

Published in: on settembre 17, 2019 at 07:29  Lascia un commento  

Mare di settembre

Fila via veloce la piccola vela

sull’onda di maestrale

Un gabbiano frettoloso

manda il suo grido al sole che tramonta

mentre plana sul mare impetuoso.

I cavalloni fanno a gara ad arrivare a riva

e un bimbetto osserva immobile il mare

affascinato e spaventato

da quel tumulto di acqua

schiuma bianca

e azzurro profondo.

Lontano

da chissà dove

arriva un richiamo

e una campanella risuona nel vento

Un tizio s’inginocchia a riva

cerca di catturare inutilmente

tutto questo in una foto

Io inspiro a fondo

chiudo gli occhi

e quasi piango

per la troppa felicità.

Fila via veloce la piccola vela

sull’onda di maestrale

Un gabbiano frettoloso

manda il suo grido al sole che tramonta

mentre plana sul mare impetuoso.

I cavalloni fanno a gara ad arrivare a riva

e un bimbetto osserva immobile il mare

affascinato e spaventato

da quel tumulto di acqua

schiuma bianca

e azzurro profondo.

Lontano

da chissà dove

arriva un richiamo

e una campanella risuona nel vento

Un tizio s’inginocchia a riva

cerca di catturare inutilmente

tutto questo in una foto

Io inspiro a fondo

chiudo gli occhi

e quasi piango

per la troppa felicità.

 

Sandro Orlandi

Published in: on settembre 17, 2019 at 07:25  Comments (1)